L’azienda di Sesto San Giovanni, Arkad, sta per chiudere un contratto da 150 mln con il colosso algerino Sonatrach per potenziare l’estrazione di gas dai giacimenti nel Sahara, aiutando così l’Algeria a potenziare la produzione di gas. Lo scrive il Sole 24 Ore precisando che l’accordo algerino è stato raggiunto con la Tft (joint venture tra la Sonatrach e la francese Total Energies) ed è in attesa della firma formale per realizzare chiavi in mano un impianto che permetterà all’Algeria di aumentare l’estrazione di gas di 1,2 miliardi di metri cubi.
L’impianto verrà realizzato nelle aree minerarie del Grande Erg Orientale, nel sud-est del Paese, e prevede la posa delle condotte per mettere in collegamento 25 pozzi in via di perforazione, un impianto di trattamento e depurazione del gas estratto e una stazione di compressione verso i metanodotti di trasporto. Contattata dal Sole24Ore, l’azienda avverte: «stiamo attivamente collaborando con istituti finanziati italiani per l’emissione delle fideiussioni che renderanno operativo il progetto».
L’Arkad è una società di ingegneria e contracting nata nel 1962 con il nome Soimi; acquisita dalla multinazionale delle tecnologie energetiche Abb, dal 2018 è controllata da investitori internazionali. Lavora soprattutto nella fornitura di impianti chiavi in mano nel settore energetico e nello sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Con un fatturato di 100 mln, in crescita dopo le flessioni degli ultimi anni, Arkad guidata dall’ad Andrea Brunetti si posiziona sullo scenario internazionale come un Epc contractor di taglia media con impianti da 50 mln fino a 250 mln di valore e acquisisce il giro di affari in larga parte da ordinativi esteri, commissionati in buona parte dai grandi gruppi petroliferi come Adnoc, Sonatrach, Shell, Eni.








