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[L’analisi] I fornitori dell’acciaio hanno difficoltà a pianificare l’attività

Il caro energia, le conseguenze del conflitto in Ucraina, l’interruzione delle supply chain stanno rivoluzionando il futuro a breve termine dell’acciaio e quindi quelli degli operatori a valle. Se ne è parlato questa mattina nel webinar di siderweb , la community dell’acciaio, dal titolo ”Siderurgia: parlano i fornitori”.

“Il lungo periodo di grande accesso alla liquidità a condizioni molto positive potrebbe essere finito a causa dell’inflazione galoppante in Italia e in Europa”, ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi siderweb, Stefano Ferrari, e del conseguente processo di graduale aumento dei tassi di recente annunciato dalla Bce che potrebbe mettere “qualche punto interrogativo sugli investimenti”. Investimenti che starebbero diminuendo, senza però fermarsi.

“Fortunatamente i clienti europei hanno confermato i propri piani di investimento, magari rallentandoli ma non cancellando ordini”, ha commentato Marco Bandini, Coo di Slingofer, azienda di Vezza d’Oglio (Bs) specializzata nella progettazione di attrezzature personalizzate per il sollevamento e la movimentazione, attiva dal 1961. “Abbiamo la capacità di assorbire l’aumento dei costi e cerchiamo di mettere sempre più a frutto le nostre competenze interne». Su cui Slingofer investe in modo continuativo: “abbiamo assunto programmatori e dedicato risorse specifiche per sviluppare prodotti connessi in ottica industria 4.0. La nostra forza è anche il basso turnover: l’esperienza sul campo è fondamentale”.».

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina comunque è diventato molto difficile fare pianificazioni che non siano a brevissimo respiro. In questo contesto, “cerchiamo di programmare gli acquisti con grande anticipo, quindi in maniera approssimativa per l’80% circa e lavorando di cesello per il restante 20%” è il ragionamento di Michele Bendotti, amministratore unico di Forni Industriali Bendotti, che dal 1916 progetta e produce forni di riscaldo con il metodo della prefabbricazione. E proposito dell’esplosione dei costi, Bendotti ha rimarcato che il problema è prettamente europeo: negli Usa, per esempio, non viene percepito con la stessa intensità e pertanto “lì è difficile riuscire a perorare la nostra causa di fronte ad aumenti molto consistenti”. Tuttavia, nota positiva è che “l’onda lunga della Section 232 non si è ancora placata”.

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