“Il gruppo Fs è un’azienda molto energivora: consumiamo circa il 2% della domanda nazionale. Perciò abbiamo lanciato un piano per autoprodurre l’energia, valorizzando spazi e asset di nostra proprietà non funzionali alle nostre attività core.
L’obiettivo è arrivare a coprire almeno il 40% della nostra domanda interna di energia, circa 2,6 terawatt l’ora, prevalentemente attraverso il fotovoltaico e il minieolico, con un investimento nell’ordine di 1,6 mld di euro”.
Lo dice l’ad del gruppo Ferrovie dello Stato, Luigi Ferraris, in un’intervista a “L’Economia”, aggiungendo che “prevediamo di raggiungere i 100 megawatt entro dicembre 2023, poi altri 200-300 nel 2024, per arrivare a due gigawatt in cinque-sei anni”.
Grazie alle modifiche al decreto legislativo 199/2021, le strutture già edificate sono tra le aree da privilegiare delle Ferrovie per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili; tra queste, i siti e gli impianti, i capannoni industriali (officine e terminal), i parcheggi adiacenti alle stazioni, e altre aree non utilizzabili per altri scopi.
“Abbiamo già fatto un censimento degli spazi a disposizione – riferisce Ferraris – e molti sono vicini alla nostra rete ferroviaria e stradale. Questo è un vantaggio.
Dal 2023 partiranno le prime realizzazioni, impianti fotovoltaici e minieolici che saranno attivati principalmente in aree non più funzionali all’esercizio ferroviario, e sui tetti di diversi edifici e officine del gruppo. I processi necessari alla costruzione di questi impianti sono stati già avviati”.








