[L’analisi esclusiva] Avanti tutta con l’ecologia integrale: dialoghi tra Papa Francesco e Carlo Petrini per realizzare la “Terrafutura” salvando la biodiversità

Ecologia integrale come scelta e non come bandiera. E’ il grande obiettivo che, a partire dall’esperienza del Covid 19 l’umanità non può fallire se vuole garantirsi la stessa sua sopravvivenza sul pianeta. Ne hanno ragionato insieme in tre distinti dialoghi Francesco, il papa dell’Amazzonia e Carlo Petrini, profeta e fondatore di Slow Food.

L’iniziativa ispirata a Petrini dalla stimolante visione ecologica dell’enciclica Laudato si’ è stata condivisa da Francesco.

E’ nato così anche un libro dal titolo Terrafutura [editori Giunti e Slow Food, pagine 234] sull’orizzonte di una ecologia integrale traguardo per cui superare vere o fittizie contrapposizioni della politica e dell’economia attuali.

I tre dialoghi avvenuti nel 2018, 2019 e 2020 sono una parte del libro che si completa con una documentazione scelta di interventi salienti di Francesco e di Petrini su temi ritenuti cruciali per una visione ecologica del mondo: biodiversità, economia, migrazioni, educazione. Quattro temi sui quali si è evidenziata una rotta di collisione tra Francesco e sistema economico dominante e di fronte ai quali il papa si sta spendendo per un cambio diffuso di mentalità che permetta di fermare il degrado ambientale.

Uno degli aspetti del volume è la convergenza insolita tra uno agnostico, quale si definisce Petrini, e un papa cattolico che si dichiara un convertito all’ecologia integrale. Il quinto tema affrontato nella parte documentaria riguarda le Comunità Laudato si’, promosse da Petrini e ora operative in diversi contesti. Nella prefazione del volume  Terrafutura  il vescovo di Rieti Domenico Pompili –  ha reso lui possibili i dialoghi e  ha condiviso l’esperienza delle Comunità –  sottolinea la convergenza speciale tra Francesco e Petrini, pur così diversi ma ugualmente “interessati alla Terra e al suo futuro. Di qui il loro confronto che unisce immediatezza e profondità, lasciando emergere vie per una ecologia che cessi di essere una bandiera e diventi una scelta. Per la vita della Terra”.

 Ecologia integrale come obiettivo trainante – un sogno per ora di tanti, in attesa di renderlo di tutti – per dare ossigeno a un futuro più umano che, con la casa comune, garantisca sostegno alla lotta per il pane quotidiano che in troppi casi rimane pane amaro.

Tra le sorprese del volume, che si può considerare un contributo qualificato a stilare una Carta per l’ecologia integrale della casa comune tradotta in opere e buone pratiche per mantenere l’unità tra biodiversità della natura e della cultura insieme alla giustizia economica e sociale, spicca la notizia che lo stesso Francesco non è stato sempre un cavaliere votato alla causa dell’Amazzonia. Tutt’altro. Da cardinale – come si racconta egli stesso con semplicità e schiettezza – fino al 2007 non capiva la forza con cui i vescovi brasiliani si spendessero per custodire quella foresta ad ogni costo.

La confessione di Francesco è funzionale a incoraggiare chiunque a cambiare la propria distrazione in impegno ecologico. Non si nasce – sembra testimoniare Francesco – ma si diventa ecologisti. Un traguardo oggi sempre più indispensabile che può essere raggiunto da chiunque conosca l’arte di ascoltare e di servire il bene comune anziché i propri interessi. E’ importante cogliere questo messaggio evolutivo sotteso all’intero volume.

Più a sottolineare l’urgenza ambientale il volume  punta, infatti,  a convincere il cuore e la mente dei lettori che l’ecologia integrale sia un obiettivo possibile e realizzabile. Ma alla sola condizione che si formino maggioranze di uomini e donne decisi per società inclusive e capaci di spendersi per gli altri anziché per se stessi.  E’ solo quest’attitudine interiore che salverà insieme la casa comune e i suoi abitanti.

Raccontandosi a Petrini, Francesco rivela che l’enciclica Laudato si’ ora tanto considerata in tutto il mondo anche nell’ambito laico, politico ed economico, è frutto di una conversione. La sua conversione ragionata a una prospettiva ecologica necessaria per salvare il pianeta.

“E’ stato un percorso lungo – confida il papa – che certamente nel 2013 era già avviato. Quando nel 2007, sono andato come vescovo di Buenos Aires alla V Conferenza dell’Episcopato latino-americano e dei Caraibi ad Aparecida, in Brasile,  ricordo la forza con cui i vescovi brasiliani parlavano dei grandi problemi  dell’Amazzonia. A ogni piè sospinto tiravano fuori l’argomento spendendo fiumi   di parole sulle implicazioni ambientali e sociali delle questioni in ballo. Ricordo bene di aver provato fastidio per questo atteggiamento e di avere anche commentato: “Questi brasiliani ci fanno impazzire con i loro discorsi!”. Allora non capivo perché la nostra assise di vescovi dovesse dedicarsi al tema dell’Amazzonia, per me la salute del polmone verde del mondo non era una preoccupazione, o almeno non capivo cosa c’entrava col mio ruolo di vescovo! Col passare delle ore, però, all’équipe di redazione del documento finale continuavano ad arrivare  sollecitazione su questo fronte, anche dai colombiani e dagli ecuadoregni. Io insistevo nel lasciarle da parte, nel dire a me stesso che non capivo questa urgenza e insistenza. Dal 2007 molto tempo è passato e io ho cambiato completamente la percezione del problema ambientale. Allora non capivo e sette anni dopo scrivevo l’Enciclica”.

Ma nella conferenza di Aparecida, nella quale Bergoglio cardinale svolse un ruolo primario,  fu illuminato da un altro particolare che lo colpì molto e che  spiega la sua sostanziale  sintonia con il papa emerito Benedetto XVI. Ai vescovi latinoamericani, infatti, papa Ratzinger chiarì che la Chiesa cresce non per proselitismo ma per attrazione, cioè per testimonianza.

“Così è stata una condanna papale  al proselitismo. Perciò – svela e ripete Francesco con determinazione – mi arrabbio quando dicono che Benedetto è un conservatore. Benedetto è stato un rivoluzionario! In tante cose che ha fatto, in tante cose che ha detto è stato un rivoluzionario. Poi è invecchiato e non ha potuto continuare, ma è stato proprio un rivoluzionario a questo riguardo”.

Più pensiero e meno superficialità parolaia potrebbe raccogliere il senso del messaggio ecologico di Papa Francesco e Petrini in un mondo distratto dalle apparenze, reso scomodo dalle micro e macro criminalità egoiste.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.