“Per anni ho combattuto affinché fosse rispettato il testamento di mio padre, che prevedeva diverse fasi, l’ultima delle quali era proprio l’opportunità di comprare quote di altri azionisti per avere una direzione unitaria e senza scontri.
Mi sarei esposto finanziariamente e ho provato a chiudere la trattativa per tre volte, e per tre volte non ci sono riuscito”.
Lo ha sottolineato Leonardo Maria Del Vecchio in una intervista a Chi, parlando del suo progetto per acquistare le partecipazioni in Delfin della sorella Paola e del fratello Luca.
“Non me l’hanno fatto fare.
Dopo quattro anni posso dire di aver mantenuto la promessa che ho fatto a mio padre.
Perché più di così, più di indebitarmi per 10 miliardi, non potevo fare.
E ci avrebbero guadagnato tutti in ogni caso”, ha aggiunto.
Parlando della promessa fatta a suo padre, ha chiosato: “Gli dissi che avrei messo davanti il bene dell’azienda, anche se questo avesse voluto dire sacrificare la mia vita professionale e personale”.
“Non ho perso solo un padre, ho perso una guida e ho perso un faro.
E sono passati quattro anni ma ho ancora i brividi a parlare di lui, e non vanno via, non passerà mai”.








