È un 2022 quasi tutto in positivo – sul fronte produttivo – quello che emerge dal rapporto annuo di Fim Cisl sulla attività degli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis. Ecco in dettaglio, l’andamento impianto per impianto.
Polo Produttivo di Torino
L’82% dei volumi dello stabilimento torinese sono rappresentati da 500 bev, il restante 18%, è rappresentato dalle produzioni Maserati. Nel 2022 sono state prodotte 94.710 unità rispetto alle 77.267 del 2021 (+22,6%). La crescita è stata determinata dall’aumento della produzione della 500 bev che, partita nel mese di ottobre 2020, nel 2021 si è attestata sulle 53.819 unità e ha chiuso il 2022 con 77.500 (+44%) grazie al raddoppio della turnazione. L’aumento dei volumi della piccola full electric ha compensato le perdite nei volumi delle Maserati. I fermi produttivi per i semiconduttori sono stati di circa 13 giorni (26 turni su 500e e 14 turni su Maserati). Negli ultimi tre mesi del 2022 è stata riscontrata una flessione con conseguente richiesta di CIG, che insieme alla ritardata partenza della ”linea unica Maserati” il 17 gennaio 2022, ha determinato una riduzione del 27% rispetto al 2021(da 23.448 a 17.210). La ripartenza dei volumi Maserati è attesa con il lancio nei primi mesi del 2023 della nuova GranTurismo nelle due motorizzazioni Nettuno e Folgore, quest’ultimo il primo elettrico Bev della storia Maserati. A seguire nel corso del 2023 la nuova Maserati GranTurismo sempre nelle due motorizzazioni. Secondo i piani del gruppo a seguire dal 2024 ed entro il 2025, si procederà all’ammodernamento dei modelli berlina E/E+ e Levante nelle loro versioni full electric.
Maserati Modena
Qui nel 2022 la produzione ha superato la soglia delle mille unità, raggiungendo le 1.250 unità (+45,3% vs il 2021). Una crescita consistente determinata da una produzione che si è compiuta per tutto l’anno, diversamente dal 2021 dove il lancio produttivo della Maserati MC20 iniziò nel mese di aprile. La crescita dei volumi ha consentito la saturazione della capacità produttiva del Plant di Modena. Altrettanto importante per consolidare e rafforzare la presenza di Maserati a Modena, è l’investimento in corso sul nuovo impianto di verniciatura denominato FuoriSerie, dedicato alla personalizzazione dei modelli del Tridente, che determinerà anche un impatto positivo a livello occupazionale.
Cassino
La produzione si è attestata a 55.000 unità pari a un incremento rispetto al 2021 del + 25,7% grazie al lancio a giugno della produzione della Maserati Grecale, che ha aggiunto 13.600 unità a Giulia e Stelvio. Il dato dei volumi risulta comunque di poco inferiore al dato pre-pandemia 2019 (-6,4%), dato che verrà ampiamente superato nel corso del 2023. Cassino resta però ben lontana dalla capacità produttiva raggiunta nel 2017, primo anno in cui Giulietta veniva affiancata dal lancio di Giulia e Stelvio, con la produzione che superava le 135.000 unità e l’occupazione era maggiore di oltre 1.000 unità. L’attuale produzione è rappresentata per il 27% da Alfa Romeo Giulia, il 48% dall’Alfa Romeo Stelvio e il 25% dalla nuova Maserati Grecale, quest’ultima in continua salita. Anche nell’ultima parte dell’anno la produzione complessiva è stata condizionata dagli stop produttivi a causa della mancanza di semiconduttori ed altri componenti. Cassino è uno stabilimento con una capacità produttiva di circa 300.000 auto, quindi se la strategia nel piano industriale ”Dare Foward 2030” è quella di quadruplicare i ricavi nel segmento premium e lusso (Maserati, Alfa Romeo, Ds e Lancia), la Fim-Cisl chiede che nel prossimo incontro del tavolo ministeriale il gruppo comunichi nuove assegnazioni per questo stabilimento. Con il Maserati Grecale a Cassino sarà disponibile la piattaforma premium con motorizzazione elettrica già nel 2023, che – spiega Fim – potrebbe essere utilizzata in futuro anche sui due modelli Alfa Romeo presenti nel Plant.
Pomigliano
La produzione nello stabilimento di Pomigliano d’Arco ha raggiunto le 165.000 unità (+34% rispetto al 2021), diventando il primo di assemblaggio auto in Italia. Tuttavia rispetto al periodo pre-covid del 2019 rimane un dato negativo pari al -16,9%. La crescita dei volumi rispetto al 2021 è costituita in gran parte dalla salita produttiva del nuovo suv Alfa Romeo Tonale con 20.000 unità e ad un incremento dei volumi della Panda da 123.000 a 145.000 (+22.000). Anche per Pomigliano il risultato produttivo sarebbe stato maggiore se non ci fossero stati i fermi produttivi per 100 turni (50 giorni) per la mancanza di semiconduttori e altri componenti. A seguito dell’aumento degli ordini, la direzione Stellantis ha comunicato che entro la fine di gennaio 2023 si passerà a due turni sulla linea del Tonale/Hornet e a un turno su quella Panda. La stima è che la produzione complessiva delle tre vetture raggiunga le 1.000 unità giornaliere. La conferma di Panda fino al 2026 e la salita produttiva delle due nuove vetture, metterà lo stabilimento nella condizione di una potenziale piena occupazione con l’azzeramento degli ammortizzatori sociali, assorbendo anche i lavoratori del Polo LOGISTICO di Nola dopo quelli già completati di PCMA.
Melfi
Nell’ultimo semestre del 2022 Melfi è riuscito a recuperare il divario negativo del primo semestre rispetto alle produzioni 2021, producendo circa 150 vetture in più (da 163.646 a 163.793). Si è interrotto così il calo produttivo che da tre anni caratterizzava lo stabilimento Melfitano, anche se è il Plant di assemblaggio di auto con la perdita maggiore rispetto al 2019, pari a oltre 84.307 auto (-34%) e con un livello produttivo inferiore del 58% rispetto a quello raggiunto nel 2015, dopo il lancio di Renegade e 500x. Il 20% delle produzioni è rappresentato da 500x, il 32% da Jeep Compass e il 48% da Jeep Renegade. Su Melfi pesa maggiormente il blocco causato dai semiconduttori essendo uno degli stabilimenti con la maggiore capacità produttiva; sono circa 297 i turni di fermo produttivo. Dobbiamo aggiungere che tutto ciò ha determinato continui stop agli attuali 17 turni, con una discesa di fatto a 15 turni, causando un contraccolpo occupazionale di circa 1.500 lavoratori.
Sevel – Atessa
Con 206.000 veicoli commerciali leggeri è lo stabilimento con più volumi, ma è anche l’unico con un risultato negativo rispetto al 2021 (- 22,3%). La situazione dei fermi produttivi per i semiconduttori ha condizionato fortemente i risultati nel 2021 e nel 2022. Nel 2021 rispetto alle stime iniziali che vedevano un incremento dei turni, si son persi circa 40.000 furgoni. L’accordo con Toyota completato nel 2022, che si aggiunge all’avvio della produzione nell’ottobre 2021 dei veicoli commerciali di Opel e Vauxall, rappresenta un’ulteriore potenzialità per il futuro di Sevel. Per la Fim-Cisl lo stabilimento di Sevel deve continuare a mantenere la leadership nei veicoli commerciali.








