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[L’analisi] Arriva il contributo di solidarietà temporaneo per 7 mila imprese

Arriva con l’ultima bozza della manovra la definizione della tassa sugli extraprofitti. Una delle misure più importanti e attese per ricavare le coperture della legge di bilancio e che, limata fino all’ultimo, era rimasta fino ad ora, di fatto, priva di contenuti scritti nero su bianco. L’imposta, fissata sul reddito che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21, un po’ a sorpresa, viene fissata al 50% e non al 35% come era circolato nelle prime ipotesi.

Ma tra le novità di giornata c’è anche un’altra piccola rivoluzione che riguarda i consumatori: le spese per lo smantellamento del nucleare escono, infatti, dalla bolletta elettrica. Si tratta di un primo piccolo ma epocale cambiamento degli oneri di sistema che pesano sistematicamente sulla bolletta ma che niente hanno a che fare con i consumi della luce di famiglie e imprese. Un primo passo nella direzione più volte indicata dall’Autorità per l’energia per allegerire in modo strutturale il conto recapitato agli italiani. Come ricorda il Codacons, in bolletta si trovano “balzelli che servono a coprire lo sviluppo tecnologico e industriale, la messa in sicurezza del nucleare, compensazioni territoriali, sostegno alla ricerca di sistema e, addirittura, regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario universale e merci. Voci che, sommate, incidono per oltre il 10% sulle bollette elettriche”. Ora su proposta dell’Arera potranno essere evidenziati proprio gli oneri impropri per procedere anche in futuro nella stessa direzione.

L’intervento è necessario per rispettare gli obiettivi del Pnrr: escludendoli dalla bolletta si dà il via alla ‘fiscalizzazione’, cioè al passaggio sulla fiscalità generale, di almeno di una parte degli oneri, escludendo proprio quelli derivanti dal decomissioning del nucleare che non dovranno più essere obbligatoriamente riscossi dai fornitori di energia.

Sul fronte degli extraprofitti – intanto – viene istituito un ‘contributo di solidarietà’ valevole solo per il 2023 in linea con il regolamento Ue che autorizza un intervento di emergenza contro il caro energia. La bozza della manovra prevede un prelievo temporaneo per i soggetti che in Italia producono, importano o vendono energia elettrica e gas e producono, importano, distribuiscono o vendono prodotti petroliferi. Il contributo è del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21; con il limite del 25% del patrimonio netto al primo gennaio 2022. E’ interessata – secondo quanto si legge nella relazione tecnica all’articolo della bozza – una platea di 7mila aziende e l’incasso ammonta a 2,56 miliardi. 

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