Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Pietro Labriola (AD Tim): «Le asimmetrie delle regole verso i business over the top non più sostenibili»

Non sono più sostenibili le asimmetrie «di regole tra i business tradizionali e quelli degli over the top (Netflix, Amazon, YouTube, ndr)». Lo afferma Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, in un video messaggio inviato alla presentazione del libro “Ingovernabili. Grandi piattaforme, nuovi monopoli e la lotta per la concorrenza” di Alessandro Minuto Rizzo e Roberto Sommella. «Servono regole uguali per tutti», sostiene.

«È anacronistico e sbagliato per esempio che la tutela del cliente e della loro privacy venga ritenuta una responsabilità esclusiva degli operatori di telecomunicazioni. Ma faccio anche un altro esempio per rendere più concreto il tutto: oggi quando c’è un problema sul servizio di telefonia mobile noi siamo obbligati a fornire un servizio di assistenza telefonica. Possiamo discutere della qualità o meno, ed è quella su cui dobbiamo lavorare, ma chiunque di voi abbia un problema su un qualunque applicativo Ott ha a disposizione un numero da chiamare per la risoluzione del tema?», chiede Labriola alla platea.

«L’obiettivo non deve essere quello di imbrigliare i nuovi modelli di business ma di trovare un equilibrio su regole condivise. Un mondo a due vie non è più sostenibile», prosegue Labriola lanciando il motto «meno regole per tutti. L’evoluzione delle infrastrutture di telecomunicazioni e di comunicazione hanno bisogno di grandi investimenti: lo dimostrano il disegno di sviluppo tracciato dall’Unione Europea e recepito anche dal Pnrr e sono stati proprio gli imponenti investimenti di Tim insieme a quelli degli altri operatori ad averci permesso di sostenere la crescita esponenziale del traffico dei dati negli ultimi anni sulle reti fisse +100% e sulle reti mobili +200%».

«Le regole del digitale diventano poche e chiare e la stratificazione la complessità delle regole oggi è tale da generare burocrazia e inefficienza. Guardiamo uno qualunque dei contratti che chiediamo ai nostri clienti sono lunghissimi per nulla chiari. Siamo sicuri che questo sia il modo in cui possiamo davvero tutelare i consumatori?», continua il top manager di Tim. «Sul mondo delle regole va fatta anche un’altra riflessione: diventa molto più importante avere la capacità di definire un nuovo approccio alla definizione delle regole. Questo è un mondo che va molto più veloce ed è un mondo molto più globale. Eravamo abituati a definire le regole su un contesto nostro nazionale guardando al passato ma questo non è più possibile. È difficile dire ma lo dobbiamo fare. Regolare il futuro guardando il passato è oramai un percorso anacronistico», avverte Labriola.

«Questo non vuol dire che il lavoro da fare sia semplice. Capisco che sono tante, tantissime le incognite, le difficoltà nel definire un nuovo quadro regolatorio di riferimento», ma «bisogna muoversi velocemente anche perché il mondo è più veloce perché è veloce l’evoluzione del mercato e dell’intera società digitale». In conclusione, Labriola crede che «la sfida sia individuare al più presto nuove regole semplici per tutti, definire i pilastri di una nuova politica industriale che garantisca lo sviluppo e la sostenibilità economica di questo settore, quello delle telecomunicazioni senza bloccare lo sviluppo digitale. Non sarà facile però dobbiamo essere rapidi ma soprattutto bisogna parlare, non bisogna nascondere i problemi perché affrontarli è il miglior modo per risolverli», conclude.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.