Un nuovo piano industriale che punta a sviluppare 500 megawatt di nuovi impianti, tra eolico e fotovoltaico, per moltiplicare per quattro, entro 5 anni, l’attuale capacità installata della Tozzi Green, l’azienda di Ravenna con 109,3 milioni di fatturato, salito di circa il 50% nel 2022 proprio grazie alla scommessa sulle energie rinnovabili.
Ci vorranno circa 500 milioni di investimenti da parte dell’azienda che fa capo all’omonima famiglia emiliana per arrivare a quei traguardi, partendo da una base di 167,4 megawatt.
A fronte del piano di accelerazione, si legge sul Corriere della Sera, il ceo Andrea Tozzi e il board hanno deciso di aggiungere anche nuove competenze per l’azienda.
Così è stato nominato vicepresidente Stefano Meloni.
Già direttore generale di Montedison e ceo del gruppo Eridania Beghin Say, quindi vicepresidente esecutivo di Ferrero International, Meloni è stato anche imprenditore nell’efficienza energetica con la Samso.
L’industria la conosce bene. Contribuirà ad attuare il piano di Tozzi Green che non esclude l’apertura a investitori istituzionali o la quotazione.
“Il piano di crescita interna, focalizzato sulla progettazione e messa in funzione di nuovi impianti, prosegue con maggiore intensità – dice Andrea Tozzi – ma seguiamo possibili sviluppi che ci permetterebbero di incrementare ulteriormente la capacità installata con più rapidità”.
Alle spalle la famiglia ha un lungo percorso nelle rinnovabili.
È iniziato negli anni ’50 con i primi impianti idroelettrici della Tozzi Sud ed è continuato fino alla realizzazione di 170 Mw tra eolico, fotovoltaico, idroelettrico e biogas, una potenza installata che include l’agrovoltaico vicino a Ravenna e la costruzione di 220 mila mini impianti fotovoltaici in Perù.
Tozzi Integra la filiera in tutte le tecnologie rinnovabili: inizia dal prato verde e lavora fino alla realizzazione ed è una delle realtà più grandi nel settore.
In tre anni aggiungerà altri 200 Mw.
“Adesso ci concentriamo sull’Italia perché il Paese si impegna nella svolta green – aggiunge l’imprenditore – e anche perché l’Ue ha fissato traguardi che non possiamo mancare”.








