Sono le banche a dominare il mercato del credito in Cina, dove esiste anche un ampio mercato obbligazionario per le imprese non finanziarie. Ma con la crisi Covid l’elemento della tecnofinanza si è rivelato importante per finanziare le famiglie e le piccole e medie imprese cinesi, che contribuiscono a una parte sostanziale del Prodotto interno lordo del Paese. Se ne è detto convinto Tobias Adrian, consulente finanziario e direttore del dipartimento per i Mercati Monetari e dei Capitali del Fondo monetario internazionale (Fmi), in una recente intervista video a Xinhua. Nell’aiutare le piccole e medie imprese cinesi a ottenere credito durante il lungo periodo critico del lockdown ha giocato un ruolo importante la tecnologia finanziaria (fintech): “Le operazioni di pagamento concluse e agevolate dalle aziende tecnologiche sono molto importanti in Cina”, ha spiegato il funzionario del Fondo monetario. Sebbene l’innovazione nei servizi finanziari sia enorme in tutto il mondo, la Cina, in proporzione, ha veramente “aperto la strada” allo sviluppo delle nuove tecnologie applicate alla finanza. In risposta alla crisi innescata dal nuovo coronavirus, ha aggiunto Adrian, i progressi compiuti nell’erogazione dei servizi finanziari attraverso le più moderne tecnologie dovrebbero propagarsi ancora più rapidamente in tutto il mondo, vista la crescente importanza dei pagamenti contactless e del credito online nell’attuale situazione.








