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La stima di Federcostruzioni: nel 2023 crescita del 3% per la produzione del settore | L’analisi

La fotografia di Federcostruzioni stima ancora una crescita del 3% della produzione della filiera per il 2023, Pnrr e piano “Casa Green” le sfide più importanti.

Un valore che indica un mercato sempre in continua e lieve crescita che si mantiene intorno al livello di 600 miliardi di euro raggiunto nel 2022.

Per quanto riguarda i comparti, nel 2023 si registra un +5% per gli investimenti in costruzioni, +18% per le opere pubbliche, +5% per il non residenziale privato, + 1,3% per le nuove abitazioni, +0,5% per la riqualificazione.

Illustrati i dati del settore giovedì scorso durante la conferenza stampa di presentazione di Saie, La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti (che si terrà dal 9 al 12 ottobre 2024, BolognaFiere).

Ampio spazio è stato dedicato alla novità del momento del Superbonus, commentato dalla Presidente di Federcostruzioni Paola Marone: “Oltre al clima di incertezza dovuto alle tensioni geopolitiche e determinato dalle scelte monetarie europee che impattano sull’andamento del mercato, il Governo ci lascia sconcertati dall’ultimo cambiamento normativo in materia di bonus fiscali.

Nella valutazione delle informazioni pervenute, in attesa del testo normativo definitivo, pare sia eliminata la possibilità, per le nuove operazioni, di utilizzare la cessione del credito e lo sconto in fattura nei casi in cui oggi è ancora consentita”.

Per quanto riguarda gli occupati, nei primi 9 mesi del 2023 si registra un +2,9% di lavoratori iscritti alle Casse Edili e un +0,9% di ore lavorate, in particolare: +2,3% al nord, un +3,9% al centro e –2,8% al sud.

Secondo il Report di Federcostruzioni riguardo al Pnrr il 59% dei 45,6 miliardi spesi a fine 2023 riguarda il settore delle costruzioni e per il Piano “Casa Green” sono oltre 9 milioni (73%) gli edifici residenziali che rientrano nelle classi più energivore.

Negli ultimi anni quindi le costruzioni hanno trainato l’economia del Paese e la crescita del Pil.

Favorita dagli incentivi, la filiera ha determinato la metà dell’incremento del Pil italiano del +8,3% nel 2021 e del +4% nel 2022.

Tuttavia, complici uno scenario geopolitico incerto, l’inflazione e una politica monetaria restrittiva, nel 2023 la crescita ha rallentato, con l’Istat che stima un aumento del Pil del +0,9%.

Allo stesso modo, anche il settore delle costruzioni cresce, anche se a ritmi più bassi, soprattutto a causa dello stop al superbonus, alla cessione del credito e al ridimensionamento degli incentivi per l’efficientamento energetico e sismico.

In controtendenza gli investimenti pubblici grazie al Pnrr.

In questo quadro si inserisce anche la direttiva europea “Casa Green” che avrà un impatto rilevante sull’economia italiana.

Superbonus 110% e lavori pubblici coprono il 56% della spesa sostenuta al 31 dicembre 2023 con, rispettivamente, 14 miliardi di euro e 10,1 miliardi di euro.

Inoltre, è stata aggiunta una Missione 7 Repower Eu, con una dotazione di 11,2 miliardi di euro di cui 8,3 miliardi derivanti da definanziamenti di altre Missioni e 2,9 miliardi di nuovi fondi Eu.

La nuova proposta di direttiva UE sulle “case green”, che ambisce a rendere il patrimonio immobiliare europeo totalmente a emissioni zero entro il 2050, sarà cruciale per il futuro del settore.

Il nostro Paese ha infatti molta strada davanti per raggiungere gli obiettivi.

Secondo i dati Ance, il patrimonio immobiliare italiano è molto vecchio: su 12,2 milioni di edifici residenziali, oltre 9 milioni (73%) rientrano nelle classi più energivore (E, F, G) e non sono in grado di garantire le performance energetiche, sia pur minime, richieste per gli edifici costruiti successivamente, e molto lontano dalle prestazioni minime richieste alle abitazioni dei nostri giorni.

In merito al settore non residenziale, su circa 1,35 milioni di edifici, il 55%, pari a circa 743.000 edifici, ricade nelle classi più energivore (E, F, G).

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