“Le verifiche sull’opera e sulle criticità emerse procedono dal 2022, secondo le procedure previste dalla legge.
L’Autorità ha evidenziato fin dal 2023 alla Struttura commissariale le diverse irregolarità riscontrate e le indicazioni migliorative.
La stazione appaltante ha ritenuto di concentrare la propria attività nella contestazione della competenza di Anac ad intervenire e nel difendere il proprio operato, senza adoperarsi per risolvere in tempo le problematiche evidenziate”.
Lo precisa Anac sulla diga foranea del porto di Genova.
“Ora, con la delibera n.142 del 20 marzo 2024, tali osservazioni vengono formalizzate, ancora una volta non con l’intento di fermare l’opera, il cui carattere strategico e fondamentale non viene messo in discussione, ma al contrario, proprio per scongiurare che tale importate realizzazione possa subire blocchi o ritardi in seguito, in ragione del mancato rispetto delle procedure di legge, ponendo anche a rischio i finanziamenti Pnrr“, osserva Anac precisando che “come sempre, non agisce per bloccare, non avendone fra l’altro la facoltà o i poteri, ma per agevolare la realizzazione delle opere nel doveroso rispetto della legalità, delle regole di trasparenza e concorrenza, così da consentire che si intervenga in tempo, evitando quelle irregolarità che possono avere un impatto anche con riferimento all’erogazione dei finanziamenti dell’Unione europea”.








