Un anno complicato per molti, persino per Swatch group. Il colosso dell’orologeria, proprietario dei marchi Omega, Longines e del suo omonimo brand, ha sofferto il peso della pandemia, così come emerso dai risultati dell’esercizio fiscale 2020. Il risultato è pesante ed eloquente: calo del fatturato netto del -28,7% rispetto all’anno precedente (a tasso di cambio costanti), con vendite scese a quota 5,6 miliardi di franchi svizzeri (l’equivalente di 5,2 miliardi di euro al cambio corrente). La perdita di fatturato, come scrive MFF, legata alla valuta ammonta a 286 milioni di franchi svizzeri (265,5 milioni di euro). Per il colosso dell’orologeria è il primo rosso in 40 anni.
Con un risultato operativo di meno 52 milioni di franchi (48,7 milioni di euro), il calo diventa vertiginoso rispetto all’esercizio precedente positivo, a quota 1,2 miliardi. Una cifra che avrebbe raggiunto quota 99 milioni di franchi, escludendo l’operativo di Calvin Klein, che verrà abbandonato dal gruppo. Il netto perde 53 milioni di franchi (49,2 milioni di euro) rispetto a quello del 2019, di 748 milioni. II cash flow operativo si assesta a 819 milioni (760 milioni di euro) e a una liquidità netta di 1,7 miliardi (1,58 milioni), in rialzo del 24.3% rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato netto del secondo semestre scende del -14.3% (a tassi di cambio costanti), ma in netto rialzo (+54.7%) rispetto al primo semestre.
Lieve miglioramento nel secondo semestre, in cui l’utile operativo del gruppo ha toccato quota 379 milioni di franchi (351 milioni di euro), con margine operativo dell’11.2% per l’intero gruppo. Aumentato nel secondo semestre il margine operativo del segmento orologi & gioielli, escluso il settore produzione, portandosi al 17.8% rispetto al 14.8% nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Grazie al solido cash flow operativo nel secondo semestre, il cda non ha rinunciato a un dividendo di 3,5 franchi svizzeri per azione (3,25 euro) al portatore e di 0,70 franchi per azione nominativa (0,65 euro). Resta l’ottimismo per il 2021, in cui il gruppo vede buone possibilità, in termine di vendite in valuta locale, di avvicinarsi a quelle del 2019, con margini significativamente migliorati.








