Nonostante i segnali di un settore ancora stagnante, «a gennaio l’economia manifatturiera italiana è ritornata ad espandersi». Lo ha affermato Paul Smith, Economics Director di S&P Market Intelligence. «In un contesto di deterioramento drammatico probabilmente causato da un inverno rigido e possibili carenze energetiche, è difficile non osservare gli ultimi dati con una luce positiva». L’indice Pmi manifatturiero dell’Italia, infatti, si è attestato a 50,4 punti, in aumento rispetto ai 48,5 di dicembre, al di sopra del consenso a 49,5 punti.
L’esperto puntualizza che, «malgrado la domanda continui la sua fase discendente, i trend stanno migliorando in senso relativo, e le aziende stanno assumendo altro personale. Ciò segnala che la carenza di personale continua a rappresentare per le aziende una problematica ricorrente, ma anche che le imprese stanno guardando al futuro più positivamente. A maggior ragione con l’inflazione dei costi che continua a crollare e la fornitura di beni che si avvicina sempre più alla domanda». Ad ogni modo, conclude Smith, «parecchie aziende stanno cercando di recuperare i loro margini attraverso forti aumenti dei loro prezzi di vendita, e con le condizioni del mercato del lavoro che rimangono difficili, la pressione sull’inflazione
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