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La lettera dell’Italia all’Ue: “vogliamo rivedere le priorità del Pnrr e valutare ruolo Mes e Bei” | Il documento

“Per limitare l’effetto distorsivo degli aiuti di Stato, un’ambiziosa agenda per la resilienza e la competitività non può dipendere esclusivamente dalle risorse nazionali. Deve riunire diverse forme di investimenti pubblici e privati, sia a livello nazionale che dell’Ue”.

Lo scrive il Governo italiano in una lettera indirizzata all’Ue in vista del confronto per il nuovo piano industriale europeo green.

“A breve termine è essenziale garantire un adeguato margine di manovra per ridefinire le priorità degli investimenti nell’ambito dei Pnrr e delle politiche di Coesione che non possono più essere attuati a causa di cambiamenti fondamentali delle circostanze e consentire la riallocazione dei fondi già disponibili, come necessario per fornire tempestivamente e supporto mirato in aree strategiche”, si legge nel documento di cui l’AGI ha preso visione.

“La revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale ci offrirà l’opportunità di vagliare i fondi Ue esistenti e valutare se alcuni di essi debbano essere riorientati o meglio finanziati al fine di promuovere la competitività.

In questo contesto, dobbiamo anche considerare attentamente quale ruolo può essere svolto da tutte le Istituzioni dell’Ue e dell’eurozona (ovvero il Mes e la Bei)”, scrive Roma.

Non solo. “Un’agenda europea per la resilienza e la competitività: rinforzare la base industriale dell’Ue, rilanciare la competitività.

Il punto di vista italiano sulla risposta dell’Ue all’Inflation Reduction Act e sulla necessità di una vera e propria politica industriale europea”, è il titolo del non paper italiano.

“La legge sulla riduzione dell’inflazione è in linea con gli obiettivi europei, incoraggiando la produzione di tecnologie verdi.

Tuttavia, può tradursi in un vantaggio competitivo, spingendo molte aziende europee a trasferire le loro attività all’estero.

Questo aggrava il problema dei prezzi elevati dell’energia, che pongono le nostre imprese in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ai loro concorrenti americani e mondiali”, scrive l’Italia nel documento.

Nel testo si individuano alcune direttive sulle quali puntare per il rilancio della competitività industriale europea: “sostenere e accelerare una transizione verde ed energetica sostenibile; accompagnare la transizione digitale; promuovere la ricerca, l’innovazione e il potenziamento del capitale umano; sviluppare i settori strategici”.

In merito al tema degli aiuti di Stato l’Italia spiega che “la semplificazione delle norme è uno degli elementi da prendere in considerazione.

La semplificazione amministrativa è necessaria per accelerare e facilitare le procedure di approvazione che attualmente sono troppo lunghe e onerose.

Le modifiche al “quadro temporaneo” dovrebbero anche essere finalizzate a facilitare una rapida attuazione degli investimenti previsti è dai Pnrr attraverso una semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato per i progetti già pianificati”.

Inoltre, “l’adeguamento temporaneo del quadro normativo sugli aiuti di Stato applicabile alle misure contenute nei Pnrr dovrebbe rimanere in vigore per l’intera durata dello Strumento per la ripresa e la resilienza, attualmente fino al 2026.

Un’altra possibile modifica potrebbe consistere nel semplificare il regime degli aiuti di Stato per le garanzie pubbliche, consentendo un’autorizzazione ex ante in termini di settori destinatari, durata e remunerazione delle garanzie che incorporerà il costo del rischio delle transazioni”, si legge nel documento.

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