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La successione di Armani è in Borsa. Ecco quanto vale | L’analisi

Delle banche non ha mai avuto un gran bisogno.

Tanto meno della borsa e ancor meno di apporti finanziari esterni.

Del resto, quando riesci ad autofinanziare pienamente le tue attività, allora puoi correre sulle tue sole gambe, senza bussare ad altre porte.

La storia finanziaria della Giorgio Armani può essere racchiusa in questo semplice concetto.

Ora però alla soglia dei suoi 90 anni, Armani sta riflettendo sulla futura successione.

Di fatto è sempre stato lui e solo lui il capitano dell’azienda che porta il suo nome.

Dalla fusione con un grande gruppo del lusso a un eventuale sbarco in borsa.

Pur rivendicando con orgoglio il suo cammino imprenditoriale da self made man e la sua indipendenza dal grande circo della moda mondiale, Armani in una recente intervista con Bloomberg ha di fatto aperto a più scenari futuri senza escludere nulla.

Ed è bastato questo a far fibrillare banche e advisor che vedono l’affare in una futura ipo o in un’operazione di merger di uno dei marchi più prestigiosi del lusso globale.

E la domanda che si è palesata da subito è sul valore dell’azienda dello stilista piacentino.

Già, ma quanto vale Armani?

Il gruppo è un autentico forziere di ricchezza cumulata nel tempo.

A fine 2022, ultimo bilancio disponibile, il gruppo a livello consolidato sedeva su un patrimonio netto di ben 2,14 miliardi, con una liquidità di oltre 1 miliardo.

Debiti pochi, di fatto solo quelli con i fornitori e quelli per i leasing immobiliari.

Per capire quanto può valere sul mercato il gruppo creato dall’artigiano della moda piacentino occorre guardare all’universo del settore luxury.

Con un’avvertenza, scrive Milano Finanza, Armani di fatto è un unicum rispetto ai grandi conglomerati dell’alta moda, soprattutto francesi, cresciuti a colpi di shopping di marchi, in particolare quelli italiani.

Se si assumessero i multipli del campione indiscusso del luxury, ecco che Armani potrebbe pensare di strappare sul mercato un valore di 10 miliardi sui multipli di fatturato.

E tra 7 e 8 miliardi sui multipli della marginalità industriale. Ma anche assumendo come termine di confronto un titolo italico come Moncler, si gira sugli stessi multipli di prezzo.

E se la valorizzazione fosse fatta sul solo patrimonio netto, che è la grande forza di Armani?

Ecco che con multipli che si aggirano nel settore a cinque volte il capitale, la creatura dello stilista piacentino potrebbe valere 10 miliardi.

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