“Un secolo e mezzo, ora la fine”. Sulla Stampa Mario Baudino commenta la notizia della chiusura della storica libreria Hoepli di Milano.
“L’assemblea dei soci della Hoepli, storica casa editrice e simbolo della cultura milanese, ha deliberato lo scioglimento volontario e la messa in liquidazione della società, dopo una lunga crisi che ha visto forti contrasti fra gli attuali soci, tutti ancora legati alla famiglia del fondatore: Ulrico Carlo Hoepli.
La libreria è cresciuta di pari passo, fino alla magnifica sede inaugurata nel 1958 e progettata dagli architetti Figini e Pollini.
Così il perimetro della casa editrice, che si è allargato anche a classici per l’infanzia, riviste femminili e opere monumentali come, a inizio secolo scorso, la Storia dell’arte italiana curata da Adolfo Venturi, il fondatore di questa disciplina a livello universitario, e il Corpus Nummorum Italicorum, inventario della vasta collezione numismatica del re Vittorio Emanuele III.
Ma Hoepli è stato anche il primo a stampare il Codice Atlantico di Leonardo, in un’edizione monumentale pubblicata col patrocinio reale tra il 1894 e il 1904.
E durante il fascismo (nessuno è perfetto) ebbe un grande successo con i dodici volumi degli Scritti e discorsi di Benito Mussolini, che restano comunque un documento storico importante.
Da sempre, fino a ieri, la casa editrice ha presidiato il settore della scolastica; una delle ultime opere è il Manzoni commentato, con un’edizione dei Promessi Sposi articolata in modo da poter servire a vari indirizzi di studi – e con l’ovvio corredo elettronico.
Non è stata mai un gigante in termini economici, ma ha saputo evolversi coi tempi, intercettare i cambiamenti di mercato, usare le nuove tecnologie, arrivando così alla quinta generazione familiare, un record storico per l’Italia.
È uno di quegli esempi belli e storici molto milanesi di cultura del fare, un patrimonio italiano.
L’eredità rimane, ma perdere una realtà attiva e operante sarebbe davvero un peccato”.








