Il presidente di Stellantis, John Elkann, ha smentito ogni progetto di fusione del gruppo con altri costruttori automobilistici.
Il titolo, già negativo oggi in Borsa, cede ora l’1,34% a 20,965 euro.
In riferimento a recenti speculazioni di mercato, riprese da alcuni organi di stampa, Elkann ha dichiarato in una nota che ‘non esiste alcun piano allo studio riguardante operazioni di fusione di Stellantis con altri costruttori.
La società è concentrata sull’esecuzione del piano strategico Dare forward e nella puntuale realizzazione dei progetti annunciati, per rafforzare la sua attività in ogni mercato dove è presente, inclusa l’Italia.
In questo quadro, Stellantis è impegnata al tavolo automotive promosso dal Mimit, che vede uniti il Governo italiano con tutti gli attori della filiera nel raggiungimento di importanti obiettivi comuni per affrontare insieme le sfide della transizione energetica’.
DUE OSTACOLI A DEAL CON RENAULT (EQUITA)
Le ipotesi di consolidamento avevano messo in moto gli analisti, che questa mattina avevano fatto i calcoli su una eventuale fusione con Renault.
Nel dettaglio, Equita Sim (rating buy, prezzo obiettivo a 23 euro), notava come “l’inclusione di Renault nel perimetro di Stellantis avrebbe: degli evidenti ostacoli di antitrust, non tanto a livello europeo in quanto la quota di mercato combinata salirebbe intorno al 26% simile a quella di Volkswagen, quanto nei singoli Paesi come in Francia dove la quota sarebbe del 41% e in Italia dove sarebbe del 45%; dei problemi di carattere sociale per le duplicazioni di impianti in Francia”.
In caso di fusione ai prezzi attuali, gli esperti stimavano che “lo Stato francese aumenterebbe la quota intorno al 7% ed Exor si diluirebbe al 12% (ma se il voto doppio per azionisti di lungo corso restasse in piedi avrebbero rispettivamente circa 12% e 20%); Nissan si diluirebbe a circa il 2%.
Verrebbe creato un gigante da oltre 8 mln di veicoli con fatturato di 240 mld ed Ebit di oltre 28 mld (in base ai numeri attesi del 2023) con sinergie ipotizzabili almeno pari al 2% del fatturato combinato (oltre 4 mld)”.
Per Equita, “a prescindere da quale player possa essere consolidato da Stellantis, un’eventuale ulteriore aggregazione rappresenterebbe un catalizzatore positivo alla luce dell’ottimo track record di Tavares sia con l’acquisizione di Opel sia con la creazione di Stellantis.
Tra i componentisti più penalizzati in caso di fusione Stellantis-Renault ci sarebbero Forvia e Sogefi che stimiamo vedrebbero salire il peso del fatturato del primo cliente rispettivamente oltre il 20% e tra il 25% e il 30%”.








