”Abbiamo evitato il destino dell’Olivetti: oggi l’insieme delle nostre aziende danno lavoro a più di 74mila persone in Italia, dove abbiamo investito negli ultimi 5 anni 14 miliardi, creando prodotti competitivi sui mercati mondiali”.
A sottolinearlo in un’intervista che sarà pubblicata domani su Avvenire il presidente di Stellantis, John Elkann, che osserva: ”guardiamo ai fatti: il nostro destino 20 anni fa era quello dell’Olivetti, una delle grandi realtà del nostro Paese.
Che con il susseguirsi di diverse proprietà, cattiva gestione e ingegneria finanziaria che prendeva il posto dell’ingegneria di prodotto, oggi non esiste più.
Un’altra possibilità, ugualmente infelice, era la nazionalizzazione, come nel caso dell’Alitalia o dell’Ilva.
E invece non è andata così”, afferma e aggiunge: ”ricordo ancora la nostra emozione nel vedere le prime Jeep uscire dalle linee di Melfi e le navi che erano state acquistate per trasportarle dalla Basilicata all’America”.
‘Tante nazionalità tra manager sono forza e ricchezza per gruppo’ ”Stellantis – sottolinea ancora Elkann nell’intervista ad Avvenire – opera in tutto il mondo, ha forti radici in America, Francia e Italia, e nel suo top management ci sono tante nazionalità: l’ad è portoghese, la responsabile finanziaria è americana, il capo della tecnologia è croato.
Guardando ai marchi, il responsabile di Jeep è italiano, quello di Peugeot inglese, quello dell’Alfa Romeo è francese.
È nel pieno rispetto delle identità nazionali che sta la vera forza e la ricchezza di Stellantis”.








