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Ivana Veronese (segretaria confederale UIL): «E’ scandaloso morire ancora nel 2021 a causa del lavoro»

Ivana Veronese, segretaria confederale UIL, ha lanciato un grido di allarme per gli infortuni e i morti sul lavoro emersi dal report mensile dell’Inail aggiornato con i dati di novembre.

“Solo pochi giorni fa, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso per lo scambio di auguri per Natale e Capodanno al Quirinale, con le alte cariche dello Stato, ha ricordato come gli infortuni sul lavoro, anche mortali, continuino, e questo è scandalosamente grave.

Sì, perché è scandaloso morire ancora nel 2021 a causa del lavoro, ed è altrettanto vergognoso e inaccettabile contare oggi più di 500mila lavoratori e lavoratrici infortunati e 1.116 morti alla soglia del 2022.

Nell’ultimo report pubblicato dall’Inail, i dati non fanno che riprendere i tristi fatti di cronaca che leggiamo ormai da giorni. Vite spezzate ingiustamente, vite di giovani, e troppo spesso meno giovani, lavoratrici e lavoratori che ci ricordano come la causa principale della loro morte sia la cattiva organizzazione del lavoro, poco attenta alla sicurezza e troppo orientata al profitto ad ogni costo.

1.116 morti in 11 mesi, in un Paese, lo ricordiamo, che avrà 191,5 miliardi di euro del PNRR da investire e che ad oggi non ha né un piano serio sulla salute e sicurezza né una strategia nazionale (l’unico paese in Europa a non averla mai avuta) nella quale siano indicate le priorità sulle quali concentrare l’impegno di tutti: Istituzioni, enti, parti sociali.

E allora fissiamolo come buon proposito per il nuovo anno. Avviamo una strategia nazionale che affronti seriamente il tema della salute e sicurezza sul lavoro. Non basta contare chi non c’è più, occorre investire, impegno e risorse, affinché il lavoro non sia più una trappola mortale.

Prevenzione, informazione, formazione. Lo abbiamo ribadito, come Organizzazioni sindacali, oramai nella primavera scorsa, nel Patto per la salute e per la sicurezza sul lavoro e come UIL ci siamo impegnati nella campagna #zeromortisullavoro.

Vogliamo e pretendiamo un atto di responsabilità collettiva tra Governo, Istituzioni, Conferenza Stato-Regioni, Enti preposti, Parti Sociali (CGIL-CISL-UIL e Associazioni Datoriali), che ponga al centro la difesa del lavoro in sicurezza. Sempre”.

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