Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Italgen: il gioiello green dei Pesenti ora punta sul sole | L’analisi

Prosegue senza sosta il percorso di diversificazione di Italgen, il gruppo delle energie rinnovabili nato oltre un secolo fa da un’intuizione di Cesare Pesenti e oggi gioiellino green di Italmobiliare.

Sabato 17 è stato infatti inaugurato a Modugno (Bari) il nuovo impianto fotovoltaico a terra, il terzo nel giro di nove mesi, che sorge nell’area della ex cementeria, riqualificando così un’area industriale bonificata.

L’impianto è composto da 10.056 pannelli di ultima generazione per una potenza totale di 5,5 Mw, che produrranno 8,5 Gwh all’anno – praticamente il consumo di 3.200 famiglie – facendo risparmiare ben 2.700 tonnellate l’anno di Co2.

Questo di Modugno è il terzo progetto fotovoltaico di Italgen, dopo Sisma di Bollate (inaugurato a novembre) e Sisma Valdaro, inaugurato ad aprile.

Ma, mentre questi due sono impianti realizzati su tetti degli stabilimenti, l’impianto di Modugno ha ridato vita a un’area che di fatto sarebbe stata dismessa.

Una strategia win-win perché, come spiega a MF-Milano Finanza il consigliere delegato e direttore generale di Italgen, Luca Musicco, “consente contemporaneamente di ridare nuova vita a siti che altrimenti resterebbero inutilizzati, di aumentare la capacità rinnovabile italiana, di contenere i tempi autorizzativi”.

In questo senso è stato importante la spinta del governo sullo snellimento dei processi: si pensi che quando Italgen ha iniziato a sviluppare il sito era il 2020 e quindi ha dovuto seguire il vecchio iter autorizzativo (si parla di circa un anno e mezzo), mentre attualmente per la stessa tipologia e taglia di impianti (comunque entro 10 Mw) sulla stessa tipologia di area occorrono solo 6 mesi.

Inoltre, sottolinea Musicco, “nel caso specifico, oltre all’impianto fotovoltaico, abbiamo realizzato una pista ciclabile e dato ampio spazio a un’area verde che amplia di cinque volte quella complessiva di Modugno”.

La voglia dell’Italia di spingere sul fotovoltaico come strumento più veloce, quindi più efficiente, per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica è anche uno dei driver intercettati da Italgen, che l’hanno spinta ad attuare la strategia della diversificazione (anche in termini di rischio) allargando il raggio d’azione, prima focalizzato solo sull’idroelettrico, al fotovoltaico.

Nonostante sia nato formalmente nel 2001, il gruppo affonda le sue radici nei primi del ‘900, quando Italcementi decise di realizzare degli impianti idroelettrici per alimentare i propri cementifici.

Dal 2016, quando Italcementi è stata ceduta ai tedeschi di Heidelberg, Italgen è entrata nel perimetro della holding della famiglia Pesenti.

Da quel momento a oggi, sono stati compiuti numerosi passi avanti: “attualmente abbiamo 28 concessioni idroelettriche, mentre nel 2016 potevamo contare su 17”, dice Musicco, sottolineando però come “quello che va osservato è la pipeline, perché se nel 2016 avevamo 57 Mw oggi ne abbiamo già 74 Mw e, aggiungendo altri 50 Mw in piano, riusciremo nel giro di 2-3 anni a raddoppiare sostanzialmente la capacità installata che avevamo quando ci siamo staccati da Italcementi”.

La strategia si struttura lungo due direttrici: “la prima in ambito idroelettrico con acquisizioni tattiche e selettive, quindi in zone dove siamo presenti e possiamo porre in essere economie di scala oppure in zone del Nord Italia facilmente raggiungibili; la seconda è la diversificazione delle fonti e lo sviluppo di fotovoltaici greenfield”.

Ma se le operazioni di m&a nell’idroelettrico sono ormai difficili da operare per struttura del mercato, la costruzione e lo sviluppo di parchi fotovoltaici in Italia è appena iniziata.

Il piano investimenti è ambizioso: se nel 2021 e 2022 in ambito m&a idroelettrico sono stati investiti 25 milioni e in ambito revamping idroelettrico circa 3 milioni, nel triennio 2023-25 gli investimenti (compresi anche i parchi di Modugno e il prossimo nel Tortona Logistic Park) saliranno a 47 milioni per oltre 50 Mw installati, a cui si aggiungono 17 milioni di revamping per gli impianti idroelettrici.

Del resto, conclude Musicco, “il nostro obiettivo è fare la nostra parte nella transizione ecologica, con la fortuna di avere un’azionista finanziario ma con una forte connotazione industriale che crede nella transizione”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.