Industria: la produzione nell’area euro cresce, ma è lenta e fragile

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

La produzione industriale nell’area euro è cresciuta a luglio del 4,1% su base mensile, ma rimane in calo del 7,7% a livello annuale. Il dato congiunturale, reso noto da Eurostat, è leggermente migliore del consenso degli economisti, che si aspettavano un incremento del 4% m/m. Infine la produzione industriale di giugno è stata rivista al +9,5% m/m e al -12% a/a. Il dato “ha confermato che il settore sta continuando a riprendersi, ma il ritmo del rimbalzo è rallentato”, afferma Jessica Hinds, economista europea di Capital Economics. Indagini aziendali come gli indici Pmi e l’indagine Ifo sulle imprese “sono aumentati ulteriormente ad agosto e suggeriscono che la produzione delle fabbriche potrebbe essere aumentata ancora leggermente, in particolare in Germania”, continua Hinds. Tuttavia, il ritmo della ripresa sta “chiaramente rallentando” e Hinds ritiene che la ripresa nell’industria si fermerà con una produzione ben al di sotto dei livelli pre-crisi.

L’aumento di luglio non è stato rapido come quello di giugno, ma l’industria dell’Eurozona “continua a vedere aumenti significativi su base mensile per avvicinarsi ai livelli di produzione pre-coronavirus”, commenta Bert Colijn, economista senior per la zona euro di Ing. Quasi tutti i paesi della zona euro hanno registrato una crescita della produzione a luglio, con rimbalzi particolarmente forti in Spagna e Italia. Germania e Francia hanno registrato un mese più lento dopo un giugno forte. ” troppo presto per dire se questo rallentamento nelle due maggiori economie significhi che gli effetti della riapertura sono già terminati”, sottolinea Colijn. “Il ritmo di crescita si è più che dimezzato da giugno”, afferma Tomas Dvorak, economista della zona euro di Oxford Economics.

I dati ad alta frequenza “mostrano che il rimbalzo dell’attività nella zona euro si sta indebolendo in risposta al numero crescente di infezioni da Covid-19, evidenziando il rischio che il virus rappresenta ancora per l’economia”, aggiunge Dvorak. Oxford Economics afferma che la ripresa industriale della zona euro “sarà molto graduale e il settore non si riprenderà completamente prima della fine del 2021”. Anche Barclays dice che la ripresa è su una strada fragile. Gli indicatori ad alta frequenza di agosto suggeriscono una continua crescita della produzione industriale, “promettendo un buon rimbalzo anche se per lo più tecnico nel terzo trimestre”, spiega Barclays. D’altra parte, la mancanza di prove di una ripresa sostenuta della domanda pone notevoli rischi al ribasso per le previsioni di Barclays per il quarto trimestre, poiché i dati “diventano progressivamente più deboli”, continua la banca. “Un ritorno alla normalità sembra lontano, con la produzione ancora di 9 punti percentuali al di sotto dei valori pre-crisi e la ripresa che ha subito una forte decelerazione”, conclude Barclays.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.