L’azienda italiana illycaffè ha lanciato, in partnership con produttori brasiliani, il primo caffè al mondo con certificazione di origine al 100% da agricoltura rigenerativa.
L’Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro è stata presentata nel corso di un evento al Museu da Imagem e do Som (MIS) di San Paolo, che ospiterà il 15 ottobre una mostra organizzata da Illy sull’agricoltura rigenerativa e una degustazione gratuita del nuovo prodotto.
“Questa iniziativa nasce dalla ricerca incessante di illycaffè di modi di produrre sostenibili”, ha detto all’ANSA il direttore del marchio di Trieste in Brasile, Frederico Canepa.
L’agricoltura rigenerativa è una proposta ambiziosa del presidente dell’azienda, Andrea Illy, che guida la Regenerative Society Foundation insieme all’economista Jeffrey Sachs.
Questo modello di piantagione sostenibile promuove il recupero del suolo e dell’ambiente circostante per garantirne la vitalità a lungo termine, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la salute dell’ecosistema locale.
“Se prima c’era il dilemma tra produrre su larga scala e utilizzare il suolo fino a quando diventava improduttivo per le generazioni future – ha aggiunto Canepa – con questo modello abbiamo ottenuto due cose: produrre tanto e conservare il suolo affinché continui a produrre perennemente”.
I chicchi di Arabica Selection Brasile saranno forniti da 20 produttori del Cerrado Mineiro, una delle principali regioni brasiliane di coltivazione del caffè che avrà ora un caffè con un marchio di origine commercializzato in tutto il mondo.
Da parte sua Lucimar Silva, direttore agricolo di Auma Agronegócio e ambasciatore del caffè Cerrado Mineiro, ha sostenuto che “essere presente a questo evento di lancio del caffè rigenerativo nella nostra regione significa sapere che esso sarà una realtà in tutto il mondo”
Silva ha scoperto l’agricoltura rigenerativa attraverso Andrea Illy e lavora sul tema da più di sei anni.
“E’ un modo per creare un sistema produttivo resiliente per quanto riguarda gli impatti climatici”, ha affermato, aggiungendo che il modello è “redditizio” offrendo “costi inferiori e maggiore produttività”.
La certificazione di origine rigenerativa è stata fatta dalla regenagri, con sede nel Regno Unito.








