«Uno dei temi che sta appassionando (o preoccupando?) il mondo della finanza e dell’impresa (e più avanti anche i consumatori) è l’inflazione. Mesi fa ho scritto che è probabile una fiammata inflativa dovuta al ritorno della domanda post pandemia per poi tornare, nonostante l’enorme liquidità iniettata nel sistema, nel limite-obiettivo del 2%». Scrive il presidente Polo del Gusto del Gruppo Illy, Riccardo Illy, su InPiù.net.
«Questo perché gli elementi non monetari che influenzano l’inflazione, soprattutto l’avvento delle nuove tecnologie, dovrebbero riprendere il sopravvento. Il tema attuale è chi verrà beneficiato/colpito dalla fiammata? Beneficiati sarebbero i soggetti, gli Stati in prima fila, più indebitati; colpiti quelli che lo sono meno o che non lo sono affatto».
«Siccome anche l’inflazione, come il destino, è beffarda sta accadendo esattamente il contrario. In Italia, che ha un debito/PIL che viaggia verso il 160%, la domanda è ancora incerta e l’inflazione è bassa (1,3% a maggio) mentre in Germania, che a fine anno dovrebbe avere un rapporto debito-Pil del 70%, è salita al 2,4% e la Bundesbank teme possa arrivare al 4% entro la fine dell’anno. In prossimità del dato USA che è già al 4,2%; uno dei pochi paesi che, grazie all’inflazione, vedrà erodere il suo debito che supererà il 130% del PIL».
«Fra i paesi UEM questa situazione potrà portare delle tensioni: chi come l’Italia ha un’inflazione bassa auspicherà che la BCE mantenga una politica espansiva. Mentre chi, come la Germania, ha un’inflazione alta chiederà che da espansiva la politica diventi neutra, per preparare la fase restrittiva quando la pandemia sarà alle spalle e la crescita economica si sarà consolidata».
«Sia la FED sia la BCE hanno messo le mani avanti, dichiarando che ritengono l’aumento dell’inflazione passeggero e che non avvieranno ancora la stretta. I mercati ci hanno creduto e per ora i tassi si sono mossi di poco. Negli USA quello sul bond decennale è addirittura calato. Se le previsioni si avvereranno Angela Merkel rischia di finire la sua carriera politica fra l’incudine della BCE e il martello dei suoi elettori, che cominceranno a protestare per l’erosione dei loro redditi».








