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Il rapporto di Symbola: «Next Generation Eu occasione eccezionale per rendere la filiera cartaria appetibile su nuovi mercati e sostenibile»

Un fatturato di circa 25 miliardi di euro, pari all’1,4% del Pil nazionale, 200.000 addetti diretti e un tasso di circolarità medio pari al 57%. È quanto emerge dal quaderno di “Symbola – L’economia circolare italiana per il Next generation Eu” che ha fotografato la filiera cartaria made in Italy, uno dei settori leader dell’economia circolare in Italia.

Un risultato possibile anche grazie ad alti livelli di recupero della carta e cartone, ben oltre 5 milioni di tonnellate, che raggiunge l’80% nel caso degli imballaggi. Un vantaggio importante, considerando che ogni punto percentuale di crescita del riciclo di carta equivale ad una riduzione 84.000 tonnellate di rifiuti da smaltire. Nel 2018, il riciclo industriale della carta in Italia ha consentito di evitare consumi energetici pari a 1,5 milioni di Tep ed emissioni climalteranti pari a 4,4 milioni di tonnellate di CO2eq.

Secondo il rapporto di Symbola, la grande chance coincide con il Next Generation UE. Un’opportunità per espandere il sistema cartario in nuovi mercati e per una ulteriore conversione ecologica del sistema stesso. La filiera della carta si muove lungo tre assi coerenti con i pilastri del Recovery Plan.

Sull’economia circolare, quindi ottimizzando la filiera del recupero di materia e per ampliare i risparmi energetici e l’ulteriore riduzione delle emissioni climalteranti. Sull’energia rinnovabile nei cicli industriali, decarbonizzando quindi ulteriormente i cicli produttivi, attraverso processi di efficientamento energetico e una conversione dal gas all’idrogeno e ai bio-combustibili, anche chiudendo il ciclo degli scarti di filiera. Attreverso nuovi prodotti e processi bio-based e circolari, utilizzando meglio le fibre secondarie nell’imballaggio alimentare e creando nuove filiere industriali e di prodotto bio-based, rinnovabili e riciclabili, in particolare nel settore degli imballaggi e dei prodotti monouso in sostituzione di prodotti basati su fonti fossili o non riciclabili.

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