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Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi boccia il ddl sul nucleare e cita Shakespeare

Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi boccia il disegno di legge sul nucleare.

Intervenendo in audizione in commissione Ambiente a Palazzo Madama, nell’ambito dell’esame del ddl sul nucleare, Parisi cita William Shakespeare: “Se non fosse una tragedia” il drammaturgo “avrebbe già pronto il titolo per questo ddl, “Molto rumore per nulla””.

La lista dei problemi messi in evidenza da Parisi è lunga, a cominciare dalla spesa, ritenuta molto più alta rispetto al solare.

Si passa a una riflessione legata all’intermittenza delle fonti rinnovabili come il solare.

E al fatto che “stiamo sbagliando risposta”: quella giusta non sta nel nucleare ma nell’accumulare l’energia nelle batterie per usarla quando serve.

Per non parlare poi dei dubbi che il Nobel avanza sia sulla sicurezza — i piccoli reattori non sarebbero meglio delle grandi centrali — che sulle scorie radioattive — ancora non sappiamo dove mettere neanche quelle degli ospedali.

Come dire, per Parisi il governo dovrebbe quantomeno ridisegnare il perimetro delle intenzioni politiche dedicate all’energia.

“Il nucleare è la fonte più costosa che esiste — avverte — almeno quattro volte più del solare: e non si tratta di una sfumatura ma di un abisso economico.

Inoltre la questione, a suo dire, sarebbe anche posta male.

Perché secondo Parisi non si deve guardare al nucleare per superare il problema dell’intermittenza del solare ma si deve puntare alle batterie: quella è “la risposta” giusta, immagazzinare quanta più energia possibile per poi usarla quando serve.

“Il nucleare produce solo energia elettrica — rileva Parisiuna tecnologia quindi che potrebbe incidere su poco più di un quinto della richiesta di energia”.

A questo bisogna anche aggiungere che, per il premio Nobel, “Italia, Grecia e Olanda sono i posti peggiori per mettere il nucleare”.

Parlando “dell’irrilevanza” del nucleare nel taglio delle emissioni inquinanti — guardando alla quota del 10% nel mix energetico nazionale —, del fatto che “spesso i costi preventivati non corrispondono mai a quelli reali”, dei dubbi sulla “sicurezza sulla carta dei piccoli reattori che possono comunque esplodere come le grandi centrali”, e del “problema della sistemazione delle scorie”, il pensiero di Parisi è chiaro: “È quindi certo che nel futuro baseremo il grosso della produzione elettrica sul solare. L’Italia ha un’enorme capacità nel solare e nel geotermico. Non ha senso che la Germania punti sul solare e l’Italia sul nucleare”.

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