«Il tema delle aree interne interessa tutto il Meridione, non sono immuni Sicilia e Sardegna, e rappresenta una problematica importante.
La politica della Strategia nazionale delle aree interne, in Sicilia come in Sardegna, almeno quella 2014-2020 ci dà dati molto negativi: su 196 milioni di euro, siamo oggi a impegni per 45,2 milioni e pagamenti per 31,6 milioni.
Oggi abbiamo cambiato in modo deciso il tema della governance però ci deve essere una pressione a livello regionale sugli enti affinché questi soldi siano impegnati e spesi.
Stiamo parlando principalmente di tre misure chiave: mobilità, salute e istruzione, i tre settori che consentono di dare un futuro alle stesse aree interne.
Monitoriamo la situazione e penso che, della metà dei fondi che sono ancora a disposizione e per cui non vi è una programmazione, dobbiamo scegliere se cancellare programmi non più attuati e mettere le risorse su interventi che possono essere cantierabili nel giro di poco.
Penso che questa possa essere la soluzione.
Bene le fontane ma prima vengono le scuole».
Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, in audizione in commissione Insularità.








