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Il Governo e le due grandi sfide: Bilancio e PNRR | Lo scenario

“La valutazione sulla nostra economia è positiva. Si sta riprendendo, con ritmi analoghi a quelli previsti dal governo. Per la crescita conta molto il Pnrr.

Una piena attuazione può rafforzare la ripresa perché non vuol dire solo spendere tutte le risorse, 200 miliardi, elemento molto importante nel breve termine, ma anche fare le riforme che assicurano la crescita nel lungo termine.

Potrebbe avere effetti positivi anche sui tassi pagati sul debito pubblico, e quindi avviare un circolo virtuoso”.

Lo ha detto Federico Giammusso, il direttore dell’Fmi per Italia, Grecia, Portogallo, Malta, Albania e San Marino, in un’intervista a Repubblica.

“L’Fmi non interviene” su riorientare i programmi o allungare le scadenze ma “è importante che si faccia, e il governo ha contezza della rilevanza della partita”.

Per un giudizio sul Def “è troppo presto.

Tra breve si terranno le consultazioni propedeutiche al rapporto annuale sull’Italia”.

L’Fmi non ha stime su quanto costerebbero i ritardi del Pnrr per il Pil ma “potrebbero essere oggetto del prossimo rapporto”, ha aggiunto.

Sul debito che sale in Usa e Cina, ma cala in Italia, Giammusso ha affermato che “nel corso degli ultimi anni sono state fatte scelte prudenti, inclusa l’ultima legge di bilancio.

C’è stato il rimbalzo dell’economia post covid e la tenuta energetica.

Le politiche degli ultimi anni hanno accomodato gli shock, senza far deragliare la finanza pubblica.

Una via che è confermata da legge di bilancio e Def.

Si può discutere sui decimali, ma la linea è quella”.

Sul ratificare il Mes da parte dell’Italia, “il direttore per l’Europa Kammer ha chiarito che i sistemi bancari europei stanno reagendo bene alle turbolenze, ma ovviamente potrebbero essere ulteriormente rafforzati dal completamento dell’unione bancaria”, ha concluso.

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