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Il futuro è nei servizi, sono la scialuppa di salvataggio dei margini. Nel 2024 i fatturati salgono a 21,1 miliardi (+4,5%), di cui 1,1 dai servizi | Lo scenario

“Noi abbiamo una scialuppa di salvataggio che è il beyond trade, sono i margini che arrivano dai servizi, c’è poco da fare. All’estero funziona così”.

Nelle parole di Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, c’è il senso della strategia che il gruppo della gdo continuerà a perseguire nei prossimi anni e che già quest’anno ha mostrato i primi risultati.

Sui 21,1 miliardi di euro di ricavi stimati per fine anno (+4,5%) 1,1 miliardi arrivano proprio dai servizi specializzati.

Una galassia di offerte rivolte ai clienti Conad (12 milioni di famiglie) che vanno dalle assicurazioni in partnership con Chubb, a tutto il comparto salute dove “ci saranno ampi spazi di crescita, parlo di consumi per la salute ma anche il benessere, integrazione alimentare e il cura persona e su cui stiamo parlando anche in termini di acquisizioni”, e poi il petcare, che potrebbe crescere per linee esterne, il mondo dei viaggi puntando anche al mondo dell’energia.

“I nostri 21 miliardi e cento sono fatti da una quota di mercato del 15% che parla ai 20 miliardi e 1 miliardo in più sui servizi prodotti che sono importanti per noi – ha spiegato Avanzini – All’estero chi ha iniziato prima di noi, parlo di distributori francesi, tedeschi, inglesi, oggi fatturano altrettanto nei servizi quanto nella distribuzione e parlano sempre agli stessi clienti”.

L’attesa per il 2025 è che i servizi crescano ancora a doppia cifra, in una forchetta tra il 15 e il 20% a fronte di una crescita complessiva dei ricavi per il prossimo anno attesa intorno al 3-4%.

Già il 2024 contiene chiari segnali in questa direzione con una crescita di circa il 18% dei PetStore Conad, di un +5,8% del nuovo “urban format” TuDay Conad e un +5,7% dei Superstore.

Anche la marca del distributore Conad ha registrato un ulteriore crescita, con un fatturato a 6,3 miliardi di euro (+4,7% a valore) e una quota sul totale delle vendite al 33,7% (+0,5 punti) nel canale supermercati.

“Gli ultimo mesi sono andati bene per Conad – ha segnalato Avanzini – soprattutto ottobre e novembre mentre il Natale resta un punto di domanda.

È un momento positivo per le vendite anche se i consumi di Natale non sono ancora partiti”.

Su un punto Avanzini è stato chiaro: l’inflazione si è fermata e ha finito di “coprire le magagne di molti.

Adesso il re è nudo” ha detto lanciando una frecciatina al mondo dell’industria.

Nel confermare gli investimenti per il prossimo anno – circa 2 miliardi dal 2023, di cui 515 milioni nel 2025 – soprattutto orientati a sostenibilità e innovazione, Avanzini ha tracciato il quadro al 2030 e l’evoluzione dell’insegna che guida.

In un mercato della gdo che crescerà a tassi contenuti con una forte pressione sui margini data dalla compressione dei prezzi, dall’aumento delle disuguaglianze e dalla concorrenza dei canali discount/value food e non food e in un’arena competitiva affollata di concorrenti mono o multi-insegna, multicanale e con formati differenziati, Conad prevede una parziale contrazione dei canali tradizionali e un ulteriore crescita per la specializzazione, food e non food, prevedendo una profittabilità in crescita anche da comparti come la ristorazione.

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