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[Il documento] Rapporto Jp Morgan: «L’economia russa rischia il collasso. Verticale crollo del Pil»

Secondo evidenziato da Jp Morgan, le sanzioni imposte dall’Occidente hanno portato l’economia russa a una caduta che potrebbe risultare più grave di quella vista dopo il default del debito nel 1998. Nel report agli investitori, Jp Morgan stima un crollo del Pil del 7% quest’anno. Le stime medie degli economisti raccolte dalla Bloomberg indicano un -9% circa. «Le sanzioni minacciano i due pilastri di stabilità, la “fortezza” delle riserve in valuta estera della banca centrale e il surplus corrente», si legge nel report. «Le sanzioni colpiranno nel segno per l’economia russa, che ora è diretta verso una profonda recessione».

Continua la settimana da incubo del sistema finanziario russo, con le sanzioni occidentali che hanno portato il Paese dall’investiment grade all’orlo del default e della peggior recessione dal 1998 in pochi giorni. Il rublo rimane non lontano dal minimo storico di lunedì, con il cambio usd/rub a quota 110. La Banca Centrale Russa ha comunicato che la Borsa di Mosca, chiusa da lunedì, non riprenderà le contrattazioni fino a martedì 8 compreso.   

S&P Global Ratings ha ridotto il giudizio sul rating sovrano della Russia a “CCC-” da “BB+” per i titoli in valuta forte e a “CCC-” da “BB-” per i titoli denominati in rubli. Si tratta di un rating che implica una qualità del credito altamente speculativa, l’ultimo gradino prima del default conclamato. L’agenzia ha anche mantenuto CreditWatch con implicazioni negative, a causa dell’accresciuto rischio di default.   

Il conflitto militare della Russia con l’Ucraina, si legge in una nota di S&P, «ha provocato una nuova serie di sanzioni governative da parte del G7, comprese quelle che prendono di mira le riserve in valuta estera della Banca Centrale Russa» e «questo ha reso inaccessibile gran parte di queste riserve, minando la capacità della CBR di agire come prestatore di ultima istanza e compromettendo il punto di forza del credito della Russia: la sua posizione netta di liquidità esterna».   

«Per mitigare l’elevato tasso di cambio e la volatilità dei mercati finanziari che ne deriva, e per preservare le riserve di valuta estera rimanenti, le autorità russe hanno anche introdotto misure di controllo dei capitali che, a quanto risulta a S&P, potrebbero impedire ai detentori di titoli di Stato esteri di ricevere i pagamenti di interessi e capitale nei tempi previsti». Nel frattempo, l’economia reale sembra dirigersi verso la peggior recessione dalla crisi finanziaria del 1998.

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