Il “Pil del bello” legato alle Ville Venete vale oltre 630 milioni di euro.
A dirlo è uno studio, commissionato dall’Associazione Ville Venete e realizzato da Teha (The European House – Ambrosetti), che ha misurato l’impatto economico e sociale di un patrimonio diffuso e strategico.
Il sistema conta 4.243 ville censite tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, nate tra il XV e il XVIII secolo e oggi distribuite in modo capillare sul territorio.
Nel complesso, genera oltre 360 milioni di euro di fatturato e 210 milioni di valore aggiunto diretto, che diventano circa 630 milioni di euro considerando gli effetti indiretti e indotti lungo la filiera economica.
I dati dello studio “Ville Venete Re-Birth”, è stato presentato oggi al Castello San Salvatore nell’ambito del “1° Forum nazionale sul turismo heritage e i patrimoni Unesco, Ville Venete Re-Thinking”.
Il dato forse più rilevante è rappresentato dall’effetto moltiplicatore: per ogni euro di valore aggiunto generato dalle Ville, vengono generati ulteriori 2 nel resto dell’economia, con un effetto moltiplicativo pari a 3.
Questo riflette il radicamento territoriale delle attività connesse alle Ville, che tendono a coinvolgere competenze, servizi e imprese locali, rafforzando la capacità di trattenere valore sul territorio.
L’impatto si riflette anche sul piano occupazionale.
Le Ville Venete impiegano direttamente circa 13.690 addetti, che diventano quasi 29.800 considerando l’indotto, con un effetto moltiplicativo pari a oltre 2,2 volte.








