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Il Chianti batte il Covid. Annata di successo nonostante la pandemia 

Il Chianti è riuscito a battere l’emergenza sanitaria, segnando il 2% di crescita rispetto al 2020 che aveva a sua volta ha visto un +4% sul 2019. «L’annata 2021 per il Chianti è andata bene da un punto di vista climatico e oggi presentiamo vini di alto livello. È andata bene anche da un punto di vista delle vendite», ha spiegato il presidente del Consorzio vino Chianti, Giovanni Busi, a margine di Chianti Lovers e Rosso Morellino, anteprima delle nuove annate in corso oggi a Firenze.

«Quindi possiamo dire che il Chianti ha realizzato un +6% durante la pandemia. Sono numeri importanti perché il Chianti è una denominazione da 100 milioni di bottiglie annue. L’annata 2022 è partita sottotono da un punto di vista delle vendite ma già il mese di marzo sta registrando un recupero importante», ha detto Busi. «Oltre alla pandemia ora si aggiunge anche il conflitto in Ucraina» ha aggiunto.

«Per noi la Russia non è il mercato principale, anche se il Chianti viene molto venduto in questo paese e rappresenta per noi un 6-8 per cento di vendite, il che vuol dire 6-8 milioni di bottiglie. Sono quote che possono essere collocate in altri Paesi che stanno aumentando le importazioni». Quanto all’aumento dei prezzi energetici e delle materie prime, Busi ha sottolineato che «è un problema. Sul consumatore è difficile riversare gli aumenti. È possibile farlo nell’ordine del 4-5 per cento ma siamo davanti ad aumenti del 10-15 per cento. Questo vuol dire che si ridurranno i margini per le aziende».

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