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[Il caso] Allarme energia, la Sicilia è pronta a fermarsi

Sulla questione dell’energia «siamo sul fronte per una battaglia da affrontare in modo deciso», avverte il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, «le imprese non possono aspettare». Nei prossimi mesi, spiega, «la maggior parte delle imprese e decine di migliaia di famiglie della nostra Isola, così come accade in tutta Italia, saranno costrette a fare i conti con gli aumenti delle bollette di luce e gas e con i prezzi dei generi alimentari in continua ascesa, rincarati in media già più del 10,5% nelle ultime rilevazioni. Siamo pronti a fermare per un giorno intero la Sicilia».

Prima l’incontro di Confcommercio con i funzionari di Bankitalia per relazionare sulla situazione economica siciliana e sugli effetti della crisi energetica, per rilanciare l’esigenza di interventi immediati e strutturali. Adesso la grande mobilitazione – per cominciare su una piazza virtuale, in videoconferenza – delle associazioni di categoria, da Confesercenti a Confartigianato, da Confindustria ai sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Le misure finora adottate, sottolinea Manenti, «si sono rivelate insufficienti a fronteggiare una situazione che appare in peggioramento; e alcune evidenziano problemi di attuazione da correggere urgentemente, come la tassazione dei superprofitti delle imprese produttrici e fornitrici di beni energetici, mentre resta sullo sfondo il piano di emergenza energetica per il prossimo inverno, con ipotesi di razionamento del gas malgrado le direttive sul risparmio dei consumi energetici». Così ecco la mobilitazione che conoscerà una escalation di iniziative «che coinvolgerà tutte le categorie artigianali, commercio, agricoltura e industria. Intendiamo dare un segnale forte. Magari fermando per un giorno intero la Sicilia».

«Siamo pronti» interviene Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia «a mettere ancora una volta a disposizione il patrimonio della nostra esperienza e conoscenza con relative elaborazioni ed analisi per potere contribuire a un modello di sviluppo sostenibile, a una irrinunciabile transizione energetica, a un piano di digitalizzazione che coinvolga il pubblico e il privato». Gli operatori economici sono già scesi in piazza a Bagheria.

«La situazione ci coinvolge tutti, c’è un problema di gas, metano, luce medicine, materie prime, i costi aumentano e aumentano per tutti», dice il sindaco di Filippo Maria Tripoli alla manifestazione di protesta contro il caro bollette che ha visto la partecipazione di tanti cittadini e numerose delegazioni di commercianti provenienti dai Comuni limitrofi incluso il capoluogo. Presenti anche il sindaco di Altavilla Milicia Pino Virga e quello di Castelbuono Mario Cicero.

I commercianti hanno simbolicamente consegnato al primo cittadino le bollette raddoppiate e triplicate. «Chiederemo un confronto immediato e risolutivo sulla crisi dell’energia», riprende il leader di Confcommercio Sicilia, Mantenti: «La crisi avanza e tante imprese rischiano di finire nelle mani degli usurai. Non è possibile attendere oltre. Più giorni passano, più attività imprenditoriali si perdono. E non lo possiamo consentire».

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