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I manager italiani sono a favore di una riforma del fisco | Lo scenario

La riforma fiscale in atto può giocare un ruolo chiave per rendere le imprese italiane più competitive e il Paese più attrattivo per le società straniere.

Lo pensa il 46% dei manager italiani, numero in crescita rispettivamente del 18% e del 20% rispetto al 2022.

Similmente più della metà dei manager (contro il 31% del 2022) ritiene il processo di riforma per come attualmente impostato vicino alle esigenze delle imprese e il 45% (contro il 35% dello scorso anno) lo considera adeguato alle esigenze delle famiglie e delle persone.

Dunque emerge un’opinione positiva sul processo di riforma in atto dalle interviste di Ey e Swg a 290 manager sull’impatto delle riforme previste dal Pnrr, con un focus appunto sul fisco.

Le risposte degli imprenditori sono condizionate ovviamente dalle loro aspettative, ricostruite dall’analisi di Ey-Swg, visionata in anteprima da MF-Milano Finanza e che sarà presentata oggi nel corso dell’Ey Tax Day.

Innanzitutto il 40% dei manager si attende una semplificazione, che renda il sistema più equo (32%) e riduca la pressione fiscale sui contribuenti (30%).

Inoltre i manager invocano una maggiore stabilità normativa (83%) e una limitazione della decretazione d’urgenza (75%).

Inoltre, per migliorare il rapporto con il contribuente e finanziare la riforma, oltre un terzo degli intervistati ritiene prioritario ridurre le attuali tax expenditure (le 700 esenzioni fiscali esistenti), che nel 2022 valevano 128,6 miliardi di euro.

Ampio anche l’accordo (70%) attorno all’ipotesi che la riforma porti ad una differenziazione in base alle dimensioni di impresa, nonché all’allargamento dei parametri di accesso alla Cooperative Compliance (58%).

Nondimeno cresce la consapevolezza tra i manager della necessità di adeguare il sistema fiscale per favorire la transizione ecologica.

Tanto che per l’88% (contro il 73% del 2022) ritiene fondamentale legare il livello di tassazione all’impatto ambientale delle aziende.

Come per l’85% dei manager le entrate derivanti dall’imposizione indiretta sui prodotti inquinanti siano destinate a investimenti green.

Sempre più severi invece i giudizi sulla giustizia tributaria: lenta, ipertrofica e disorganizzata, dunque ostacolo al funzionamento del sistema.

Non sorprende che quindi in ambito Pnrr per i manager siano cruciali le riforme della pa (45%) e della giustizia (28%).

Adesso che “il governo italiano è concentrato sulla riprogrammazione di risorse e progetti, non bisogna perdere il focus sulla trasformazione del Paese in un’ottica di equità, efficienza e competitività”, spiega Stefania Radoccia, managing partner di EY Tax & Law in Italia.

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