I leader mondiali hanno scritto al Guardian in vista del vertice per un nuovo patto finanziario globale che si terrà oggi e domani a Parigi, sottolineando che il raggiungimento degli obiettivi climatici dipenderà dalla mobilitazione dei capitali privati.
“Vogliamo una transizione verde che non lasci indietro nessuno”, hanno detto.
“Stiamo lavorando urgentemente per ottenere il meglio per l’umanità e il pianeta.
Nei Paesi a basso e medio reddito le vulnerabilità legate all’indebitamento rappresentano un rallentamento considerevole per la loro ripresa economica e la possibilità di effettuare investimenti di importanza fondamentale a lungo termine.
Siamo impegnati a trovare con urgenza soluzioni che ci aiutino a debellare la povertà e le disuguaglianze.
Si calcola che negli ultimi tre anni circa 120 milioni di persone siano precipitate nell’estrema indigenza, e siamo decisamente ancora molto lontani dal raggiungere entro il 2030 i nostri Obiettivi delle Nazioni Unite di sviluppo sostenibile.
Pertanto, è indispensabile mettere le persone al centro della nostra strategia volta a migliorare il benessere umano ovunque nel pianeta”, hanno scritto nella lettera.
I leader hanno proseguito sottolineando che “il cambiamento del clima creerà disastri sempre più vasti e più frequenti e colpirà sempre più in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili e povere di tutto il mondo.
Si tratta di pericoli che travalicano i confini e possono mettere a rischio esistenziale le società e le economie.
Crediamo che le transizioni ecologiche giuste che non lasciano nessuno indietro possano essere una forza potente per alleviare la povertà e consentire uno sviluppo inclusivo e sostenibile.
Ciò richiede investimenti a lungo termine ovunque per garantire che tutti i Paesi siano in grado di cogliere questa opportunità.
Siamo convinti che la riduzione della povertà e la protezione del pianeta siano obiettivi convergenti.
Dobbiamo dare la priorità a transizioni giuste e inclusive che garantiscano che i più poveri e i più indifesi possano cogliere appieno i vantaggi di questa opportunità, invece che sostenerne l’onere in modo sproporzionato”.
“Faremo sì che il Summit di Parigi sia un’occasione politica decisiva per recuperare i benefici dello sviluppo andati persi negli ultimi anni e per accelerare il coronamento degli Obiettivi dello sviluppo delle Nazioni Unite, che includono transizioni giuste.
Una delle priorità principali è portare avanti l’ambiziosa riforma del nostro sistema di banche multilaterali di sviluppo.
Chiediamo loro di procedere in modo responsabile per fare di più con le risorse esistenti e aumentare le capacità di finanziamento e di mobilitazione dei capitali privati, sulla base di obiettivi e strategie chiari in termini di contributi finanziari privati e di mobilitazione delle risorse interne”, hanno spiegato, sottolineando che “la riforma dovrebbe offrire un modello operativo più efficace, personalizzato per ogni Paese.
Per avere il migliore risultato possibile abbiamo anche bisogno che le nostre banche di sviluppo lavorino insieme come un ecosistema, a stretto contatto con altre istituzioni pubbliche e fondi verticali ottimizzati e, laddove opportuno, con filantropi, fondi sovrani, finanza privata e società civile”.
“Promuoveremo un’agenda di investimenti sostenibili e inclusivi nelle economie emergenti e in via di sviluppo, basata sul valore economico aggiunto locale e sulla trasformazione.
Questo approccio omnicomprensivo richiederà nuovi parametri per aggiornare i nostri strumenti di rendicontazione.
I finanziamenti pubblici continueranno a essere essenziali per il raggiungimento dei nostri obbiettivi.
Tuttavia, ammettiamo in ogni caso che per rispettare i nostri obiettivi per lo sviluppo e per il clima, includendo la guerra alla fame, alla povertà e alla disuguaglianza, l’adattamento al cambiamento del clima, e la battaglia per scongiurare, ridurre al minimo e porre rimedio a perdite e danni, avremo bisogno di metodi di finanziamento nuovi, innovativi e sostenibili”, hanno aggiunto i leader.
I capi di Stato e di governo globali hanno spiegato che “il coronamento dei nostri obbiettivi per lo sviluppo, compresa l’attenuazione del cambiamento climatico, dipenderà anche dai flussi dei capitali privati.
Questo vorrà dire coinvolgere e mobilitare maggiormente il settore privato con le sue risorse finanziarie e la sua forza innovativa, come promosso dal G20 Compact with Africa.
Questo esige anche il miglioramento del clima del mondo degli affari e l’implementazione di standard comuni, strutture adeguate, la riduzione dei rischi percepiti, come nei mercati dei cambi e dei crediti stranieri.
Nel complesso, il nostro sistema ha bisogno di abbassare il costo del capitale per lo sviluppo sostenibile, anche con una transizione verde nelle economie emergenti e in via di sviluppo”.
La lettera è stata firmata da Emmanuel Macron, presidente della Francia; Mia Mottley, primo ministro di Barbados; Luiz Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile; Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea; Charles Michel, presidente del Consiglio europeo; Olaf Scholz, cancelliere tedesco; Fumio Kishida, primo ministro del Giappone; William Ruto, presidente del Kenya; Macky Sall, presidente del Senegal; Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica; Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti; Rishi Sunak, primo ministro del Regno Unito; Joe Biden, presidente degli Stati Uniti.








