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I dati del Centro Studi di Cosmetica Italia: giù il fatturato del 12,8%. Bene solo l’e-commerce: +42% rispetto al 2019

Giù anche il mercato beauty italiano per colpa del Covid. Il 2020, segnato dall’emergenza pandemica che ha costretto molti settori a rivedere notevolmente i propri conti, ha fatto registrare al settore della cosmetica italiano un calo di fatturato globale del -12,8%, a 10,5 miliardi di euro. Giù anche le esportazioni, che hanno registrato un -16,5% raggiungendo un valore di oltre 4 miliardi di euro, e il mercato interno con -9,6%. Sono questi i dati emersi dall’Indagine congiunturale (preconsuntivi secondo semestre 2020 e previsioni primi sei mesi del 2021) presentata ieri dal Centro Studi di Cosmetica Italia. A parlarne è MFF.

Per quanto riguarda i canali professionali, invece, i più penalizzati, anche a causa delle chiusure per il lockdown, sono stati quelli legati all’estetica (-30,5%), delle acconciature (-28,5%). Giù del 27% e del 26% rispettivamente le vendite in profumeria e in erboristeria. Perdite contenute per farmacia e grande distribuzione (-2,5% per entrambi). Bene solo l’e-commerce: +42% rispetto al 2019, a 700 milioni di euro, portando il retail digitale al quarto posto tra i canali di distribuzione con un peso del 7,4%. A commentare i dati è Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia.

«Nonostante questi numeri, le prospettive per il 2021 sono in crescita grazie all’indispensabilità del cosmetico e alla capacità di adattamento dell’industria che ha saputo reagire anche nel 2020, consegnando saldi finali meno critici di quanto previsto. Le imprese oggi sentono da un lato la spinta alla ripartenza, dall’altro hanno però bisogno di nuove e solide condizioni per potersi realizzare, accompagnate da un piano governativo capace di affiancarle, anche in termini di promozione del Made in Italy, sul piano dell’innovazione, della digitalizzazione e dello sviluppo sui mercati esteri. Un dato importante è che, nonostante il periodo difficile, nel 2020 le aziende cosmetiche hanno investito il 6% del loro fatturato in ricerca e sviluppo, contro la media del 3% dell’industria manifatturiera italiana»

Il responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia, Gian Andrea Positano, aggiunge. «L’83% degli operatori è convinto che la ripresa è già in corso o comunque inizierà entro l’anno. Incidono su questo atteggiamento alcuni fattori positivi emersi nel corso della pandemia tra le imprese: flessibilità e adattamento al contesto, investimenti in ambito digitale ed e-commerce, alti standard qualitativi, la costante propensione verso ricerca e sviluppo e il richiamo al made in Italy».

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