Il sindaco di Mola di Bari, Giuseppe Colonna, in teleconferenza, è intervenuto all’audizione in Senato dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ascoltata in merito alle iniziative di sostegno a turismo, industria, commercio a seguito dell’emergenza Covid.
“Il calo del Pil – ha esordito Colonna – si attesta circa ad un meno 11 per cento e in questo scenario sono 220 mila unità di personale in meno per il comparto. Si tratta di numeri importanti che in alcune realtà, soprattutto piccole, stanno causando grossi problemi. Prima proposta l’istituzione delle zone rosse economiche per le città turistiche, da attivare con un fondo iniziale da 150 milioni di euro. Poi azioni di tutela a imprese e lavoratori autonomi della filiera, fino a fine crisi, attraverso la messa in capo di ammortizzatori sociali. Serve poi – ha continuato Colonna – una iniziativa forte che rilanci il brand Italia con un piano comunicazione di area vasta che veda Enit protagonista”
“E ancora – ha continuato – rendere fruibili e sicure le spiagge libere e i luoghi spettacolo, superando il limite di spesa del personale per potenziare gli organici polizie locali impegnato in controllo e vigilanza coste. Infine il sostegno alla domanda turistica, attraverso un potenziamento del bonus vacanze e favorendo in particolar modo il turismo a chilometro zero. C’è poi la necessità di potenziare le misure già adottate dal governo verso le piccole realtà produttive del commercio nel periodo dell’emergenza. Occorre – ha rimarcato il primo cittadino – una strategia a lungo e medio termine in cui al centro dell’azione ci sia il Comune. Una strategia che attivi politiche di sviluppo basate sulla valorizzazione del commercio di vicinanza, sull’e-commerce, sul marketing territoriale e sulla semplificazione amministrativa”.
“Su quest’ultimo aspetto – ha concluso Colonna – occorre intervenire per potenziare gli sportelli unici per le attività produttive, così da affiancare le piccole e medie imprese impegnate ad intercettare linee di finanziamento. In questi mesi gli esercizi commerciali nei piccoli centri hanno rappresentato un vero e proprio servizio pubblico. Chiediamo per queste attività delle forme di defiscalizzazione tramite aliquote differenziate, la possibilità di gestione pubblica dei servizi di logistica e il coinvolgimento del terzo settore per l’apertura di nuovi esercizi”.








