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Gustavo Piga (Economista): «Prima di rimuovere il blocco dei licenziamenti bisogna far ripartire davvero l’economia»

«È troppo presto per rimuovere il blocco dei licenziamenti, prima bisogna far ripartire davvero l’economia, altrimenti rischiamo di far saltare gli equilibri sociali del Paese». Lo afferma Gustavo Piga, professore ordinario di economia politica a Tor Vergata, parlando con l’Adnkronos.

«Sarà tempo di levare sostegno e protezione alle persone, quando la macchina della ripresa si sarà davvero messa in moto, ma per farlo occorre implementare il Recovery con tutte le risorse che sono necessarie a tal fine» sottolinea Piga.

«Difficile quindi toccare con mano la crescita se nel rilancio degli investimenti pubblici il Pnrr non mette un euro per migliorare le stazioni appaltanti e per assumere. Dove pensiamo di andare con i 3000 dipendenti a tempo determinato per tre anni promessi dal ministro Brunetta nella Pa?».

«Quello che aspettavamo con la fase di ripartenza era di trasformare i sostegni in investimenti pubblici. Rischiamo invece di levare i sostegni senza avere investimenti», continua l’economista.

Secondo Piga, è tutta colpa di un’austerità mai davvero abbandonata: «Draghi insiste sulla necessità di cambiare radicalmente le regole fiscali, mentre segue tutti i vincoli che arrivano dalla Ue. Nell’ultimo Documento di economia e finanza l’esecutivo Draghi ha promesso di portare il deficit nel 2022 dal 12% al 5% con una pesantissima austerità che finisce per compensare l’utilizzo dei fondi del Recovery».

«Si profila quindi nel 2022 ancora una volta un Paese che continua a calare dal punto di vista economico. Basti pensare che nel 2000 eravamo il 18,5% della creazione di ricchezza dell’Europa, nel 2020 siamo al 14,5%. Tutto questo perché non abbiamo saputo sostenere gli operatori nei momenti di difficoltà» evidenzia ancora Piga.

«Solo quando gli spiriti privati torneranno a investire con ottimismo dopo la drammatica crisi vissuta si potrà davvero pensare di togliere l’acceleratore della presenza pubblica nell’economia» conclude.

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