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Francesco Guido (Ad Banca Carige): «Entro l’estate short list di banche interessate alla business combination»

Dopo più di due anni di sospensione, Banca Carige è stata autorizzata a tornare in Borsa. Lo ha annunciato Consob, che ha autorizzato la pubblicazione del prospetto informativo per l’ammissione alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario (Mta) delle azioni ordinarie dell’istituto, derivanti dall’aumento di capitale deliberato dall’assemblea straordinaria degli azionisti del 20 settembre 2019 e dei “Warrant Banca Carige S.p.A. 2020-2022” assegnati gratuitamente agli azionisti che hanno sottoscritto, nell’ambito dell’aumento di capitale, azioni emesse a valere sulla terza tranche.

La negoziazione dei titoli emessi o garantiti dalla società, ricorda una nota, è sospesa a far data dal 2 gennaio 2019 in conseguenza della delibera Consob conseguente alla decisione della Bce di porre la banca in amministrazione straordinaria (procedura conclusasi il 31 gennaio 2020) e il probabile venir meno della possibilità di fornire un completo quadro informativo da parte di Carige.

Consob ha altresì disposto la revoca della delibera di sospensione. La delibera di revoca entrerà in vigore il 27 luglio. Oltre alla negoziazione delle azioni, troverà avvio la negoziazione dei Warrant e del prestito subordinato “Banca Carige S.p.A. 2019-2029 Callable Tasso Fisso con Reset Tier II” per un valore nominale complessivo di 200 milioni di euro, interamente sottoscritto da primari investitori istituzionali, avente caratteristiche idonee per essere computato nel patrimonio di vigilanza della banca.

La riammissione agli scambi di borsa – anticipata da MF-Dowjones – sarà l’ultimo passaggio a certificare la ritrovata normalità anche se, con i nuovi assetti di controllo emersi dal salvataggio, il flottante – riportava nei giorni scorsi MF – si dovrebbe attestare a poco più del 10%. Il resto del capitale rimarrà infatti in mano al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) che è il primo azionista all’ 80%, a Cassa Centrale Banca (8,34%) e ad altri investitori istituzionali. Intanto la realtà della Lanterna prosegue l’attività di ricerca di un partner e l’aspettativa è ricevere offerte vincolanti entro l’autunno per finalizzare un matrimonio entro fine anno. In questo caso le valutazioni verranno effettuate entro settembre.

«I tempi dell’Mergers & Acquisitions (M&A) non sono scolpiti nella pietra, ma l’obiettivo è avere entro l’estate una short list di possibili banche interessate per poi consolidare l’ipotesi di business combination entro fine anno. La time line è ampiamente alla portata. Ci sono banche come BMPS, più grandi di Carige, e credo che la sistemazione preventiva di un dossier come questo sarà utile per completare il quadro», aveva detto l’Ad, Francesco Guido, nelle scorse settimane intervenendo a Class-Cnbc.

Una potenziale aggregazione per la banca della Lanterna è infatti legata a doppio filo all’evoluzione del Risiko di Unicredit, BMPS e Banco Bpm, dunque, è ben chiaro agli addetti ai lavori che è difficile che tale partita si sblocchi prima che lo scenario bancario diventi più definito. In questo senso gli esiti degli stress test attesi per fine luglio potrebbero essere utili a chiarire il quadro generale.

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