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Giovanni Baroni, vicepresidente Confindustria: “Dal PNRR serve un nuovo credito d’imposta per il piano Industria 5.0”

”Oggi l’accelerazione sul piano delle tecnologie e il vincolo imperativo sul fronte della sostenibilità impegnano le nostre imprese a uno sforzo straordinario per qualità, intensità e velocità del cambiamento, peraltro in un contesto geopolitico e geoeconomico particolarmente turbolento. Ci sono due punti su cui vorrei richiamare l’attenzione del Governo e del Parlamento perché toccano i temi che stiamo trattando oggi. Ogni decisione sul piano Industria 5.0 è assente nella manovra ed è stata rinviata”. A sottolinearlo è Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria, nel suo intervento al Forum Piccola Industria sul tema ‘Competenze per le transizioni’, in corso a Pavia.

“Ora sembra che il Piano sarà finanziato con le risorse del programma REPowerEU, a valle della riscrittura del PNRR, attualmente oggetto di negoziato tra governo e Commissione. Il nuovo Piano 5.0 dovrebbe supportare gli investimenti che coniugano sostenibilità e digitalizzazione.

Tuttavia, il varo di queste misure è condizionato alla conclusione del negoziato, tra Governo e Commissione europea, sulla rimodulazione di 144 obiettivi su 350 del PNRR. È quindi essenziale – dice Baroni – che l’accordo sulla riscrittura del Pnrr arrivi entro la fine dell’anno, perché gli investimenti sono fondamentali anche per agganciare le transizioni”. Per il momento, siamo fiduciosi, ma saremo vigili. Voglio dirlo con chiarezza. Siamo molto preoccupati dalla caduta degli investimenti e, se non saremo in grado di invertire la rotta, il paese pagherà un conto molto salato.

Non serve buttare la palla avanti, se non c’è una visione su come rimettere il paese sulla traiettoria della crescita. Abbiamo un bisogno vitale di reingegnerizzare e riorganizzare i nostri processi produttivi con investimenti che consentano di adottare tecnologie capaci di aumentare la produttività e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità”.

“L’efficacia di questi investimenti è però – avverte Baroni – più che mai legata alla rapidità con cui saremo in grado di appropriarci e utilizzare al meglio le tecnologie che introdurremo in azienda. Ecco perché le persone e la loro formazione sono davvero la chiave del successo. Andrebbe subito significativamente rafforzato quello che era il Credito d’imposta formazione 4.0, misura venuta meno nel 2023. Dunque, chiediamo che nell’accordo sulla riscrittura del PNRR sia reintrodotto un nuovo Credito formazione 5.0”.

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