Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Giovanni Azzone, Fondazione Cariplo: «Coesione sociale e Ai, cerchiamo di anticipare i problemi del territorio» | L’analisi

Progetti per la prima infanzia, autonomia per persone con disabilità, abbattere la recidiva tra i detenuti e i giovani che non studiano e non lavorano, anticipare i problemi che possono mettere in difficoltà la coesione sociale del territorio: questo è il nostro tentativo e cercheremo di farlo anche rispetto a un tema come l’intelligenza artificiale”.

Giovanni Azzone riassume così la progettualità filantropica messa in campo dalla Fondazione Cariplo, che presiede dal 2023.

Ricognizione dei bisogni ed elaborazione di interventi di sostegno in campo sociale, ambientale, culturale o scientifico come prisma di rifrazione delle grandi domande che arrivano dal territorio lombardo.

Prospero e generoso, ma anche severo e competitivo.

Professor Azzone, il ventaglio di ambiti in cui la Fondazione Cariplo interviene è un’agenda delle priorità anche per chi ha responsabilità pubbliche?

Il nostro tentativo è quello di anticipare i problemi che nel medio-lungo termine possono mettere a rischio la coesione sociale del nostro territorio.

Non con l’idea di dettare agende ma convinti di agire su un terreno molto ambrosiano come la coesione sociale.

Lo abbiamo fatto, per esempio, affrontando grandi temi come i trend demografici e migratori, ma anche in tanti altri ambiti”.

Come selezionate i terreni su cui intervenire?

La prima fase è sempre quella dell’ascolto, che ci aiuta nella scelta delle macrotematiche.

È così che siamo arrivati, per esempio, a selezionare quattro sfide di mandato: progetti per la prima infanzia, per l’autonomia per le persone con disabilità, per abbattere la recidiva tra i detenuti e per i giovani che non studiano e non lavorano, i Neet.

Quindi ci confrontiamo con soggetti esterni, con le istituzioni pubbliche, col terzo settore e con le aziende per sviluppare progetti mirati.

Per esempio, Zeroneet è il programma per la riattivazione di 20 mila ragazzi bloccati che hanno abbandonato gli studi ma non lavorano: lo facciamo con Intesa Sanpaolo e Regione Lombardia; oppure il sostegno a mille progetti di vita autonoma per persone con disabilità”.

In che cosa si caratterizza l’ampio piano di intervento che avete presentato ieri?

Innanzitutto nella rilevante disponibilità di risorse: 215 milioni di euro, cioè molto di più rispetto agli standard del recente passato, circa 150 milioni l’anno, e se tutto procederà bene nel 2027 potremmo arrivare a un investimento ancora più importante”.

Ma se individuate le necessità del territorio, finanziate progetti mirati e ne seguite lo sviluppo, non si tratta di supplenza rispetto alle istituzioni pubbliche?

No, perché abbiamo la consapevolezza che non possiamo agire da soli ma che servono alleanze.

Con la Regione per i Neet e Destinazione autonomia per le persone disabili; con i Comuni, per esempio, per il contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici”.

Cosa c’è all’orizzonte? Quali saranno gli ambiti del vostro intervento nel prossimo futuro?

Dovremo misurarci con l’intelligenza artificiale, per esempio, perché oltre a essere decisiva per la competitività, potrà avere un impatto sulla coesione sociale.

Il rischio è che possa spiazzare ampie fasce di lavoratori, quindi dobbiamo anticipare anche questo scenario”.

In che modo?

Abbiamo avviato una sperimentazione al nostro interno, per verificare in che termini l’intelligenza artificiale supera certi ruoli e genera nuove competenze.

Iniziamo ad agire nella nostra struttura per capire poi come trasferire questa esperienza agli enti del terzo settore chiamati a confrontarsi con la modernità”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.