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Giorgia Vitali (presidente Consorzio Prosciutto di Modena DOP): «2020 difficile, ora puntiamo su export e fiere per ripartire»

Calo della produzione per il Prosciutto di Modena DOP nel 2020: i prosciutti marchiati sono stati circa 67.000 in calo del 2%, mentre le cosce avviate alla produzione sono state circa 60.000 in diminuzione del 15% rispetto all’anno precedente. Giù anche le vendite, con un fatturato 2020 di circa 5.000.000 di euro, in calo del 12% rispetto all’anno precedente.

L’andamento negativo, si spiega in una nota, è da ascriversi principalmente al blocco del canale Horeca per buona parte dell’anno, che ha comportato un calo in media del 35%. Molto meglio invece, con un calo del 2%, la performance del canale Gdo dove il Prosciutto di Modena è presente prevalentemente con il formato vendita dell’affettato che, con circa 630.000 vaschette, si è mantenuto pressoché stabile. C’è infine da registrare anche il calo dell’export che rappresenta l’8% del fatturato, con una riduzione in media, sia nei Paesi UE che in USA, del 30%. Per quello che riguarda una classifica dei Paesi dove il prosciutto di Modena è maggiormente esportato troviamo, nell’ordine, in Europa: Francia, Germania, Spagna e Portogallo; mentre il principale Paese extra UE restano gli Stati Uniti d’America, che, con una quota del 57% dell’export, si confermano come primo mercato di destinazione, seguito dai paesi UE col restante 43%.

A spiegare l’anno del consorzio è stata la presidente Giorgia Vitali, recentemente rieletta nel Consiglio d’Amministrazione del Consorzio del Prosciutto di Modena. «Il mio primo mandato non è stato certo facile dal momento che a metà del percorso si è verificata la pandemia che ha stravolto le vite di tutti noi e quanto era stato in precedenza programmato. Ciononostante, abbiamo voluto proseguire con l’attività di valorizzazione del Prosciutto di Modena. Per il futuro i prossimi obiettivi sono costituiti da una parte, dalla ripresa dell’attività di promozione all’estero concentrata soprattutto su Giappone, Francia, Germania, USA e Canada. Dall’altra, dalla partecipazione a quelle Fiere di settore che le aziende non presidiano ma dove, invece, la presenza del Consorzio di tutela si rivela vincente».

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