La sostenibilità ambientale non può sopravvivere se non coniugata con la «sostenibilità economica e sociale». A dirlo è il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento alla giornata inaugurale del XX congresso Nazionale Fim-Cisl, scuote l’Ue in particolare su energia, scelte di politica ambientale e, a cascata, automotive e siderurgia, settori a «rischio estinzione» con le attuali politiche.
Non solo ambiente
«Correttissimo porsi dei target ambientali», spiega, ma serve un «analogo sforzo per arrivare agli obiettivi, altrimenti ci condanniamo a essere fuori dal mercato, a essere non competitivi» perché «l’effetto serra non dipende solo dall’Europa. Una riflessione oggi, dopo la pandemia e con gli effetti della guerra, anche su decisioni che si sono assunte in determinate materie, dobbiamo porcela», ha sottolineato Giorgetti.
Il ministro ha fatto gli esempi specifici della siderurgia di Taranto e dell’automotive avvertendo che «non possiamo fingere di non sapere che se i costi dell’energia raddoppiano o triplicano e imponiamo un nuovo sistema di emissioni di carbonio condanniamo queste realtà produttive all’estinzione. In questo momento di stress è impossibile». Per Giorgetti, pertanto, bisogna «fare una riflessione sulla ristrutturazione dell’offerta».
Il futuro dell’automotive
In particolare, sull’automotive «la preoccupazione è elevatissima» ha sottolineato, e «ho sempre espresso le mie perplessità rispetto all’ineluttabilità del destino elettrico, essendo io aperto – in base al principio di neutralità tecnologica – a qualsiasi altro tipo di tecnologia, che magari salva anche un numero superiore di posti di lavoro».
Nel citare Stellantis «che noi richiamiamo sempre a una focalizzazione, a un impegno, sul territorio nazionale», il ministro ha anche evidenziato come «nessuno di noi può nascondersi che l’auto elettrica impiegherà la metà, forse meno, della manodopera del motore endotermico. Questo è un problema che dovremo affrontare». Giorgetti ha definito «eutanasia legale» le decisioni assunte in Europa «per le fabbriche che producono impianti per i motori diesel» con lo stop alla commercializzazione dal 2035.
Il prezzo del carburante
Il ministro non ha risparmiato una stoccata sul gas ai Paesi che si oppongono al price cap. «Il tetto al prezzo del gas a livello europeo è di una ovvietà sconvolgente, ma si scontra con resistenze incomprensibili», ha detto Giorgetti, evidenziando che «il prezzo non è quello che fa il mercato che pagano famiglie e imprese». Da qui arriva il problema del potere d’acquisto, dell’inflazione che continua a salire, «un tema che dobbiamo porci» e che «deve avere una risposta».
«Vanno tutelati i poteri di acquisto di pensionati e lavoratori, non si può far saltare gli equilibri economici delle aziende. Siamo in tempi di guerra, credo che il Governo debba avere il coraggio di prendere decisioni di tipo eccezionale», ha anticipato il ministro, «ci aspetteranno mesi di lavoro che richiederà anche soluzioni nuove e fino a questo momento sconosciute» ha aggiunto, «perché i tempi sono quelli storici di una grande discontinuità e come sistema Paese non possiamo permetterci semplicemente di subire».








