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Gianpiero Calzolari, presidente Granarolo. “Registriamo un balzo in avanti e puntiamo sull’innovazione”

“Il percorso di crescita di Granarolo non parte oggi ma con questo aumento di capitale vogliamo consentire al gruppo di fare un balzo importante, puntando su innovazione e internazionalizzazione”.

Così Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo e di Granlatte, la cooperativa che la controlla, spiega all’ANSA gli obiettivi dell’operazione di rafforzamento patrimoniale da 160 milioni di euro a cui contribuisce, per circa 100 milioni il Fondo Nazionale Strategico gestito da Cdp.

“Siamo particolarmente soddisfatti, il fatto che Cdp ci abbia valutati meritevoli delle risorse destinate a consolidare i campioni nazionali ci lusinga”.

“In un momento storico particolare come quello che stiamo

affrontando, tra inflazione e calo dei consumi, invece che rimanere fermi abbiamo l’opportunità di cogliere un’occasione.

Noi rappresentiamo sicuramente la grande tradizione alimentare ma possiamo essere quello che siamo se a fronte di questo riusciamo a innovare.

E negli anni abbiamo sempre misurato la nostra crescita investendo in ricerca e sviluppo” prosegue Calzolari ricordando la recente introduzione di nuovi prodotti come quelli a ridotta presenza di sale e ad alto contenuto proteico.

La seconda via è quella della crescita per linee esterne e non nasconde di guardarsi intorno.

L’altra via per la crescita prevista dal piano strategico 2023-2026 di Granarolo è l’internazionalizzazione: “al termine di questo ulteriore balzo vogliamo portarci intorno al 50% dal 39% di fatturato attuale derivato dall’export” aggiunge Calzolari.

Alle spalle del gruppo rimane Granlatte, la cooperativa nata alla fine degli anni 50 nelle campagne bolognesi e oggi con 637 allevatori in 12 regioni italiane la più grande filiera lattiero casearia italiana.

“La Cooperativa mantiene il suo presidio strategico su Granarolo, saldamente al controllo, di poco inferiore al 65%” ricorda Calzolari.

Per finanziare la sua quota di aumento, circa 30 milioni di euro, avrà il supporto dei fondi cooperativi per il 50% e per il resto attraverso cassa e una parte di indebitamento, che nelle attese si ripagherà facilmente perché “l’obiettivo di fondo è aumentare il volume di latte lavorato dai soci della cooperativa” spiega Calzolari.

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