Gianni Rezza (CTS): «Riaprire è un rischio, ma abbiamo un sistema di allerta precoce»

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“Le riaperture fanno rischiare una nuova crescita della curva epidemica, ma abbiamo un sistema di allerta precoce per intervenire subito”. Lo dice Gianni Rezza, a capo del dipartimento della prevenzione del ministero della Salute e componente del Comitato tecnico scientifico, in una intervista a ‘la Repubblica’.

“La tendenza è alla diminuzione – aggiunge – che però è molto lenta. Siamo ancora a 180 casi settimanali per 100 mila abitanti, un’incidenza ancora abbastanza elevata. E’ un bene che l’Rt resti sotto 1 ma c’è il problema delle terapie intensive ancora congestionate. Ci vorrà ancora un po’ per liberarle. Abbiamo ancora oltre 300 morti e 15 mila casi al giorno, stiamo facendo delle riaperture in un momento in cui la curva sta flettendo leggermente. Il rischio c’è. Quello accettabile per un epidemiologo è zero, per un economista può essere invece 100 e per chi campa con un’attività che ha dovuto chiudere è ancora più elevato. E’ legittimo che la politica trovi una sintesi, dopodiché nessuno oggi può escludere che facendo ripartire scuole e altre attività la curva risalga”.

“Una eventuale crescita della curva – dice ancora Rezza -si vedrà a distanza di due-tre settimane. Nel momento in cui allenti è normale che l’epidemia possa ripartire, a meno che non intervengano fattori esterni, come l’allargamento della vaccinazione. Noi poi abbiamo un sistema di allerta precoce, che consente di attuare misure restrittive prima che la curva riparta”.

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