Deficit demografico e futuro del lavoro: l’allarme dell’Inps
Occupazione ai massimi storici, ma con un vincolo strutturale destinato a pesare sempre di più nel prossimo futuro. Alla presentazione del XXIV Rapporto Annuale Inps, nella sede di Confindustria a Roma, Gianfranco Santoro, Direttore Centrale Studi e Ricerche Inps, ha richiamato l’attenzione sul deficit demografico e sulla riduzione della popolazione in età lavorativa.
Secondo Santoro, il rischio è legato alla transizione demografica che potrebbe ridurre in modo significativo la forza lavoro disponibile nei prossimi anni.
Occupazione ai massimi, ma restano divari strutturali
I dati Istat richiamati durante l’incontro indicano che gli occupati sono 24,2 milioni e il tasso di occupazione ha raggiunto il 63%. La crescita è stata spinta soprattutto dal lavoro a tempo indeterminato.
Tuttavia, persistono forti divari territoriali, di genere e generazionali, che continuano a rappresentare una fragilità del mercato del lavoro italiano.
Transizione demografica: “5 milioni in meno nel 2040”
Il punto centrale riguarda la prospettiva demografica. Santoro ha sottolineato che la transizione demografica porterà “nel 2040” a “5 milioni in meno di persone in età lavorativa”.
Un dato che evidenzia come il deficit demografico non sia solo un tema sociale, ma un elemento destinato a condizionare la sostenibilità del sistema produttivo e previdenziale.
Inattività elevata rispetto alla media europea
Santoro ha segnalato anche un tasso di inattività del 33,4%, molto superiore al 24% della media europea.
Questo divario indica una parte consistente di popolazione che resta fuori dal mercato del lavoro, aggravando ulteriormente gli effetti della riduzione demografica in età attiva.
Divari di genere e generazionali ancora ampi
Resta ampio anche il divario tra occupazione femminile e maschile. Inoltre, pesa l’incidenza dei Neet, soprattutto nel Mezzogiorno.
Questi squilibri confermano che, nonostante i livelli record di occupazione, il sistema continua a mostrare fragilità profonde, legate sia alla struttura demografica sia alle differenze territoriali e sociali.
Deficit demografico come vincolo strutturale
L’intervento di Santoro colloca il deficit demografico tra le principali sfide dei prossimi decenni. La riduzione della popolazione in età lavorativa rischia di tradursi in una minore disponibilità di forza lavoro e in nuove pressioni sul sistema economico e sociale.
Nel quadro delineato dal Rapporto Annuale Inps, il tema della transizione demografica emerge quindi come un vincolo strutturale che accompagnerà il mercato del lavoro italiano nel lungo periodo.








