“Sul jet fuel siamo davanti a una crisi reale, ma va letta correttamente, non siamo di fronte a un problema tecnico di disponibilità immediata, ma a una tensione strutturale della filiera energetica applicata al trasporto aereo”.
Lo dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo.
“Le decisioni di vettori come Lufthansa che sta riducendo flotta e capacità o di Klm, che ha tagliato decine di rotte su hub strategici, non sono reazioni episodiche: sono segnali anticipatori di un sistema sotto pressione.
Questo significa una cosa molto chiara che il trasporto aereo è entrato in una nuova fase – continua Battisti –.
Il rischio di un taglio dei voli a causa del conflitto in Medio Oriente è uno scenario possibile, ma non nei termini più allarmistici con cui viene raccontato.
Le analisi indicano che, in caso di blocchi prolungati delle forniture, l’Europa avrebbe margini limitati anche nell’ordine di poche settimane prima di tensioni operative più rilevanti.
Ma il punto vero è un altro e non è la carenza in sé, è la dipendenza.
Abbiamo costruito un sistema energetico che espone il trasporto aereo a shock esterni.
E oggi ne vediamo gli effetti”.
Secondo l’amministratore delegato di Gesap, “per anni abbiamo dato per scontata la stabilità delle catene di approvvigionamento.
Oggi scopriamo che non è così.
Il settore cresce in traffico passeggeri e domanda, ma resta legato a una fonte energetica non sostituibile nel breve periodo.
Questo crea una tensione inevitabile tra sviluppo e sostenibilità operativa – conclude Battisti –.
E quando la domanda cresce più velocemente della capacità di adattamento del sistema, si entra in una fase di instabilità”.








