Nella settimana in cui si è infiammata la fase due del risiko bancario, parla il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il titolare del Mef, al termine di un’audizione in Senato, risponde a margine sul tema, a pochi giorni dalle mosse su Mps, cioè la proposta di Bpm e l’Opas Intesa-Unipol-Bper.
“Noi – dice Giorgetti – siamo legati a criteri di debito pubblico.
Abbiamo una quota, e l’ho detto e lo ribadisco, ovviamente dobbiamo uscire, e questo vale per tutte le banche, perché ce ne sono anche altre di cui non parla più nessuno, e ovviamente dovremo valutare chi ci dà di più.
Come è sempre avvenuto. Funziona così”.
Al centro del dossier c’è sicuramente Monte dei Paschi di Siena, partecipata dal Tesoro per meno del 5%, quota destinata a essere progressivamente dismessa in ottemperanza agli impegni assunti con la Commissione Ue.
In un momento in cui gli occhi dei mercati sono puntati sul consolidamento del settore bancario-finanziario italiano, con le operazioni che stanno rimodulando gli equilibri tra i principali istituti di credito che riguarda anche il futuro di Generali Assicurazioni, che sta ormai nel perimetro di Montepaschi.
Sulla questione dell’istituto di Rocca Salimbeni è intervenuta anche la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio.
“Siena non può restare spettatrice, propongo un tavolo istituzionale territoriale a tutela di lavoro, identità e radicamento”, ha detto la prima cittadina.
Il tavolo, ha sottolineato, “deve coinvolgere il Comune di Siena, la Provincia, la Regione, i consiglieri regionali e i parlamentari eletti sul territorio”.
La sindaca della città del palio ha “la contezza che un tavolo interistituzionale non può certamente incidere direttamente su decisioni che vengono assunte in altre sedi, e sarebbe irrealistico e non rispettoso dei ruoli pensarlo”, ma ritiene “opportuno e necessario dare un segnale chiaro di attenzione, vigilanza e responsabilità nei confronti della città, dei lavoratori, delle famiglie e dell’intero territorio senese”.
E poi ci sono le organizzazioni sindacali.
“Non assisteremo passivamente a decisioni calate dall’alto che mirano a valorizzare i capitali, lasciando in secondo piano il lavoro e i territori.
Il sindacato è pronto a tutelare l’integrità di Mps e la dignità di chi ci lavora”, hanno dichiarato in una nota congiunta le segreterie di coordinamento dei sindacati del Monte dei Paschi (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin).
“Le grandi manovre e le ipotesi di risiko bancario, con le proposte di Banco Bpm e Intesa San Paolo, non possono essere trattate come una mera partita a scacchi tra consigli di amministrazione – hanno affermato –.
Qualsiasi operazione straordinaria, aggregazione o partnership di mercato non può in alcun modo prescindere dal totale rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Coloro che, con professionalità e immensi sacrifici, hanno difeso e rilanciato il Monte in questi anni difficili non possono essere considerati come una variabile di costo o un dettaglio di bilancio da ottimizzare”.
Per i sindacati, “la tutela dell’occupazione, la valorizzazione delle competenze e il mantenimento delle condizioni contrattuali devono rimanere al centro di ogni discussione”.
Perché “le logiche di puro guadagno a breve termine, i calcoli sui coefficienti patrimoniali e le mere sinergie di costo non creano sviluppo.
Respingiamo categoricamente qualsiasi ipotesi”.








