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Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo: “Le troppe regole Ue frenano intelligenza artificiale”

“L’intelligenza artificiale è un elemento competitivo difficilmente superabile, che può pesare molto nel rapporto tra gli Stati.

L’Europa sta rimanendo indietro.

In questo campo gli Stati Uniti innovano, la Cina copia e l’Europa regola, ma regola qualcosa anche se non produce, rischiando di scrivere norme che non è detto sarà in grado di far osservare e che potrebbero non essere compatibili con l’intelligenza artificiale che si verrà a creare”.

Lo ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, alla tappa milanese dell’Alfabeto del Futuro di Repubblica e Affari & Finanza, riferendosi all’appello lanciato da una larga fetta dell’industria, che chiede una normativa europea armonica sull’IA.

“Dire che in un mercato limitato come quello dell’Europa abbiamo bisogno di tanti operatori di dimensioni non troppo diverse significa che nessuno avrà le competenze per il mercato mondiale”, prosegue Gros-Pietro, che guarda con favore alla nuova Commissione europea “in cui è cambiata la persona che si è occupata della concorrenza.

Si comincia a capire che non è così che l’Europa riesce ad arginare il suo declino”.

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