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[L’analisi] Il Gas di tutta l’Europa è a rischio. Ecco le conseguenze di una guerra Russia-Ucraina

UN TERZO DEL GAS RUSSO ARRIVA IN EUROPA ATTRAVERSO L’UCRAINA

Al di là delle dichiarazioni di facciata, i timori degli analisti e degli investitori ci sono e si traducono nel balzo delle quotazioni negli hub olandesi e britannici. Il pericolo che, in caso di conflitto, l’Europa debba rinunciare a oltre il 30% di metano che arriva dalla Russia attraverso l’Ucraina è assolutamente reale. Inoltre secondo gli analisti, almeno nel breve-medio periodo, la dipendenza europea dalle forniture russe è destinata ad aumentare perché il Vecchio Continente, attraverso il green deal, diminuirà la propria produzione.

Da anni nelle riunioni e nei parlamenti europei si parla di ridurre la dipendenza da Mosca e di una maggiore diversificazione delle fonti. In realtà si è andati in direzione contraria. E il progetto Nord Stream2, portato avanti dall’ex Cancelliera Angela Merkel e bloccato ora dal nuovo governo tedesco ne e’ testimonianza.

STOCCAGGI DI GAS AI MINIMI DA 10 ANNI

Il mix di motivazioni geopolitiche e un’inflazione galoppante, in parte dipendente dalle prime, stanno seriamente mettendo a rischio gli accenni di ripresa economica registrati nel 2021 nell’area. Gli stoccaggi nell’Ue hanno raggiunto il livello stagionale più basso da oltre un decennio. I prezzi del gas europei hanno raggiunto il massimo storico il 21 dicembre scorso (188 euro/Kwh) e sono più che triplicati nel 2021. E’ stato in questo contesto che il Nord Stream 2, il nuovo gasdotto che avrebbe dovuto raddoppiare la portata del gasdotto esistente verso la Germania, è stato completato a settembre ma finora il tubo è rimasto vuoto.

Questo fatto ha provocato la reazione russa che, dalla scorsa estate, ha inviato meno gas in Europa adducendo come prima scusa il fatto che doveva riempire i siti di stoccaggio domestici prima dell’inverno, poi dichiarando che c’è una minore richiesta europea. Lo scorso dicembre Putin ha affermato che le forniture del gasdotto Nord Stream 2 “avrebbero indubbiamente abbassato il prezzo sul mercato spot” in Europa.

PER L’AIE LA CRISI DEL GAS IN EUROPA E’ CAUSATA DA MOSCA

Tanto da far dire al direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, che Mosca sta aggravando la crisi del gas in Europa per motivi politici. “Riteniamo che ci siano forti elementi di rigidità nel mercato del gas europeo a causa del comportamento della Russia”, ha affermato Birol come riportato dal Financial Times. “Vorrei notare che i bassi flussi di gas russo di oggi verso l’Europa coincidono con l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche sull’Ucraina”.

L’EUROPA DIPENDE DALL’ESTERO PER L’80% DEL GAS

Complessivamente le forniture esterne, principalmente da Russia, Norvegia e Algeria, rappresentano circa l’80% del gas consumato in Ue. Alcune delle maggiori economie sono tra le più esposte, con la Germania che importa il 90% del proprio fabbisogno mentre Paesi come Belgio, Spagna e Portogallo hanno il problema della scarsa capacità di stoccaggio, così come il Regno Unito, che non fa più parte dell’Ue, ha chiuso il suo unico grande sito di stoccaggio gas. Il continente ha diversi gasdotti, tra cui Yamal Europe, che va dalla Russia alla Germania attraverso la Bielorussia e la Polonia e il Tag, che porta il gas russo in Austria e in Italia.

UNA DIPENDENZA CHE VIENE DA LONTANO

La Russia ha le più grandi riserve mondiali di gas naturale. La dipendenza europea è un’eredità del passato. Mosca ha iniziato a portare il metano in Polonia negli anni ’40 e ha realizzato i gasdotti negli anni ’60 per fornire energia agli stati satelliti di quella che allora era l’Unione Sovietica. Anche al culmine della Guerra Fredda, le consegne erano costanti.

Ma da quando l’Unione Sovietica è finita, Russia e Ucraina hanno cominciato a litigare sulle tariffe che Kiev doveva pagare e sui diritti di transito. Secondo Bloomberg nel 2021 le forniture russe verso Europa e Turchia sono state di circa 177 miliardi di metri cubi, al di sotto dell’obiettivo minimo di consegne verso l’Europa (183 miliardi di metri cubi).

UNA GUERRA RAPPRESENTEREBBE LA FINE DEL NORD STREAM 2

Il nuovo governo tedesco intanto ha bloccato il via libera all’iter autorizzativo del gasdotto affermando che l’approvazione non arriverà prima di luglio. Certo un conflitto Russia-Ucraina complicherrebbe terribilmente il futuro del Nord Stream 2. Il presidente Usa Joe Biden ha già detto che un’invasione russa comporterebbe sanzioni sulla pipeline.

Il Senato americano già in passato ha provato a mettere sanzioni all’infrastruttura: la misura chiesta dal senatore repubblicano Ted Cruz è stata bocciata. In caso di guerra l’esito del voto non sarebbe così favorevole alla Germania e all’Europa. Tuttavia, ed è quello che sta accadendo con la dichiarazione di Peskov, la Russia probabilmente farà di tutto per apparire come un fornitore affidabile, spiegano gli analisti.

Anche in passato, gli Stati Uniti hanno mostrato forte opposizione al Nord Stream 2. Sia Biden che il suo predecessore, Donald Trump, hanno messo in guardia dal rischio che l’Europa diventi troppo dipendente dal gas russo. Anche Polonia, Slovacchia e altri paesi dell’area si sono opposti, affermando che avrebbe rafforzato la presa della Russia sulla regione.

LE TENSIONI DEL PASSATO

Negli ultimi anni ci sono state diverse tensioni tra Kiev e Mosca che hanno messo a rischio gli approvvigionamenti energetici europei. Nel 2006 e nel 2009, le controversie sui prezzi hanno portato a interruzioni delle forniture russe. La ‘guerra del gas’ del 2009 è durata quasi due settimane in pieno inverno. La Slovacchia e alcuni paesi balcanici hanno dovuto razionare il gas, chiudere fabbriche e tagliare l’elettricità.

Da allora, i paesi più vulnerabili hanno fatto a gara per realizzare gasdotti, collegare reti e costruire terminali per importare Gnl (gas naturale liquefatto), che può arrivare dal Qatar e agli Stati Uniti. Tra le controindicazioni però è che il Gnl viene venduto sul mercato spot e quindi, in questo momento e di norma, molto più caro rispetto ai contratti di lungo termine con cui il gas viene consegnato attraverso i gasdotti.

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